Il sindaco di Venezia blinda sei commissioni: furiosi i transfughi Giusto e Poli
Il delegato alle tradizioni e Lady Pickpocket, leghisti confluiti nel Gruppo misto, sono stati esclusi dagli organismi amministrativi. Ecco tutte le nomine

Sei presidenti di commissione alla lista Venturini, due a Fratelli d’Italia, uno a Forza Italia e uno a Pd. E la Lega, azzerata in consiglio comunale per l’uscita dei due consiglieri e alle prese con un delicato periodo anche a livello nazionale? Nessun incarico per Giovanni Giusto e Monica Poli, i due consiglieri eletti con la Lega ma passati al gruppo misto dopo essere stati esclusi dalla giunta. L’elezione dei presidenti e dei vicepresidenti delle commissioni consiliari, ieri mattina a Ca’ Farsetti, ha riacceso le tensioni interne alla Lega.
L’affaire nel Carroccio
«Tutto in perfetta continuità con quello che ci sembra sia accaduto nel tavolo delle trattative della Lega, dove la priorità era sistemare i due assessori e basta» commenta amareggiato Giusto.
Durante il primo consiglio comunale, lui e Poli avevano annunciato il loro passaggio al gruppo misto, sentendosi «umiliati» dal loro stesso partito. In due, hanno raccolto il 30% delle preferenze in casa Lega, ma il sogno di un assessorato è sfumato in fretta e, a salire in giunta, sono stati Sebastiano Costalonga al commercio e Riccardo Brunello ai lavori pubblici, quest’ultimo pur avendo ottenuto meno voti di Giusto e Poli. Dopo il terremoto politico che ha travolto il Carroccio, che già ha le sue grane con il partito di Vannacci che cresce di giorno in giorno, Giusto e Poli si sono detti aperti al dialogo, sperando in eventuali soluzioni e toppe.
Magari, perché no, la presidenza della II Commissione, quella sulla sicurezza, proprio a Poli, per tutti Lady pickpocket, visto il suo impegno sul fronte del contrasto ai borseggi. Invece, la poltrona è andata alla sorella d’Italia Samantha Savoldi. L’amministrazione ha cercato di mettere una toppa proponendo a Poli la vicepresidenza, di fatto un pro forma, ma ha rifiutato perché «sarebbe stato umiliante».
Entrambi i consiglieri, comunque, hanno votato con la maggioranza, favorevoli anche all’elezione di Savoldi perché, spiega Giusto, «Questo non è un problema legato al sindaco, sono questioni del nostro partito».
Lo stesso da cui, tra l’altro, non hanno più ricevuto alcun cenno. La telefonata di Salvini non ha avuto conseguenze, l’appuntamento fissato dal presidente della Regione Stefani è stato cancellato e più riprogrammato. L’unico incontro recente è avvenuto con il segretario regionale Tomaello.
Grande assente il referente provinciale, Sergio Vallotto. Lo stesso contro cui Giusto e Poli hanno puntato il dito, visto che era proprio lui a tirare i fili degli accordi elettorali. Visti i crescenti malumori, che non provenivano solo dai due consiglieri, dai piani alti era arrivata a Vallotto la richiesta di farsi da parte ma non sarebbe intenzionato a fare passi indietro. Nemmeno Giusto sembrerebbe voler abbandonare il Carroccio. «Abbiamo ricevuto molta solidarietà da parte di diverse sezioni del Veneto», spiega, «ma siamo stati colpiti nel cuore leghista da parte di chi oggi rappresenta provincialmente la Lega. Siamo stati feriti perché ci ha dimostrato che servivano i nostri voti ma noi no».
Le elezioni dei presidenti di commissione non hanno risparmiato la sinistra da un po’ di maretta.
Il consigliere Marco Gasparinetti (Terra&Acqua) ha votato contro la candidatura del dem Paolo Ticozzi a presidente della prima commissione, di garanzia, avendo competenze sulla trasparenza e sul controllo dello statuto e del regolamento del Consiglio comunale. Proprio per questo motivo, per Gasparinetti la presidenza non sarebbe dovuta andare a un partito. L’attacco, dunque, al Pd, accusato di prendere tutto.
I nomi
Tra una bagarre e l’altra, le dieci commissioni sono al completo: presiede la prima il dem Ticozzi, la seconda sulla sicurezza Samantha Savoldi (Fdi), la terza su coesione sociale e sanità Monica Di Lella (lista Venturini), la quarta sui lavori pubblici Deborah Onisto (Fi), la quinta sull’urbanistica Emmanuele Muresu (lista Venturini), la sesta sulle politiche culturali e pari opportunità Costanza Melchiori (lista Venturini). Poi, la settima commissione, competente in materia di patrimonio, social housing, politiche per la casa sarà guidata da Giacomo Azzalin (Fdi), l’ottava dedicata a bilancio, tributi, partecipate da Barbara Casarin (lista Venturini), la nona su artigianato e commercio da Andrea Selva Volpi (Lista Venturini ) e la decima sulle politiche educative da Simone Mestriner (lista Venturini).
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








