Cadono gli intonaci da un condominio a Mestre, il comitato di quartiere al Comune: «Intervenite»
Pezzi di calcinacci si sono staccati dal muro delle palazzine di via Vian nel quartiere Pertini. Il presidente del comitato di quartiere Rocelli: «Per il condominio in questione ci stiamo battendo affinché vangano realizzati i lavori di efficientamento energetico»

Pezzi di calcinacci piovono a terra dal condominio pubblico di via Vian. A denunciare i cedimenti, sono gli abitanti del quartiere Pertini, e soprattutto i residenti del civico 7, che ieri hanno raccolto i pezzi, e che non si trovavano per fortuna nei paraggi al momento della caduta, nonostante a fianco ci sia un passaggio pedonale.
La struttura portante in cemento mostra addirittura lo scheletro dei pezzi a sostegno, alla luce del sole. Alcune donne li indicano con il dito, per mostrare lo stato in cui versa la parte esterna, motivo di preoccupazione per la popolazione. Si tratta di edifici appannaggio di Insula.

Il portavoce Giorgio Rocelli, presidente del comitato di quartiere, ha scritto a Insula, ancora una volta, per far presente il problema. «Per fortuna nessuno si è fatto male. Il condominio in questione spiega «è uno di quelli rispetto al quale il comitato di quartiere si è battuto e si sta battendo affinché vangano realizzati i lavori di efficientamento energetico». Sono tre le strade interessate alla ristrutturazione: via Gavagnin, via Ponti e via Vian, tutte strade che raggruppano 325 appartamenti.
«Ci sono stati numerosi incontri a livello comunale e si è deciso che tutte e tre queste strade vengano completate entro tre anni». La speranza è che il Comune tiri fuori il denaro mancante per il completamento, dice. «Noi chiediamo anche la ristrutturazione di via Carrer, dove ci sono 80 appartamenti».
Gli ascensori bloccati dal caldo
Rocelli segnala anche i due ascensori in attività in via Gavagnin, due ascensori in vetro in questo momento bloccati, perchè la temperatura all'interno raggiunge i 60 gradi.

«Il sole e la temperatura alta di questi giorni, fa si che all’interno si raggiungano i 60 gradi, sostanzialmente chi li prende ci rimane quanto meno secco. Ho suggerito e lo ripeto, che per prima cosa bisognerebbe oscurarli, in modo da calmierare il calore e abbassare appunto la temperatura».
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








