Cardiochirurghi mestrini in missione: in sette anni salvati 41 pazienti in El Salvador
Tra i pazienti, anche un quattordicenne curato da un aneurisma dell’aorta ascendente. Oggi parte la diciassettesima missione: l’Ambasciata premia l’Ulss 3 Serenissima

Quarantuno interventi cardiochirurgici ad alta complessità, sette anni di cooperazione sanitaria internazionale e una nuova missione pronta a partire. È il bilancio del progetto "Aorta El Salvador-Italia", promosso dal Dipartimento cardiovascolare dell'ospedale dell'Angelo di Mestre, che oggi inaugura la sua diciassettesima missione nel Paese centroamericano.
Tra i pazienti operati dai cardiochirurghi mestrini c'è anche un ragazzo di appena 14 anni, sottoposto con successo a un delicato intervento per un aneurisma dell'aorta ascendente. In questi anni l'équipe ha trattato anche patologie della radice aortica, dissezioni dell'aorta e altri complessi quadri clinici dell'aorta toracica, offrendo cure salvavita direttamente negli ospedali salvadoregni. A beneficiare del progetto non sono stati soltanto cittadini di El Salvador, ma anche pazienti provenienti da Paesi vicini, come l'Honduras.
L'iniziativa, nata nel 2019 su base volontaria grazie al primario della Cardiochirurgia e direttore del Dipartimento cardiovascolare dell'ospedale dell'Angelo, Domenico Mangino, è oggi sostenuta dall'ULSS 3 Serenissima. Il coordinamento operativo è affidato al cardiochirurgo Paolo Magagna, insignito nel 2025 dal presidente di El Salvador Nayib Bukele del titolo di Comendador de la Orden Nacional José Matías Delgado per il contributo offerto allo sviluppo della cardiochirurgia nel Paese.
Il progetto va ben oltre l'attività in sala operatoria. Nel corso dell'anno, infatti, gli specialisti salvadoregni sottopongono ai colleghi mestrini i casi più complessi attraverso consulti a distanza, inviando Tac e documentazione clinica per definire insieme la migliore strategia terapeutica e pianificare gli interventi. Un modello di collaborazione continua che ha consentito di creare un vero ponte sanitario tra Italia e Centro America.
Le missioni rappresentano anche un'importante occasione di trasferimento tecnologico e formativo. In El Salvador sono stati introdotti strumenti innovativi come la stampa 3D per la pianificazione preoperatoria delle anatomie più complesse e simulatori chirurgici per l'addestramento nelle tecniche di sutura vascolare e cardiovascolare. Grande attenzione è riservata anche alla formazione dei professionisti locali.
Anche la missione che prende il via oggi conferma questa impostazione. Insieme ai medici partiranno sei simulatori chirurgici e saranno organizzati due workshop di simulazione destinati a una quindicina di medici specializzandi in chirurgia cardiovascolare e chirurgia generale.
«L'obiettivo di quello che oggi è diventato un percorso strutturato di cooperazione internazionale è formare giovani medici e trasmettere competenze tecniche utili alla crescita della chirurgia locale: assistenza, chirurgia ad alta complessità, formazione, innovazione tecnologica e scambio professionale», spiega Mangino. L'ambizione, aggiunge il direttore del Dipartimento cardiovascolare, è quella di estendere progressivamente questo modello a tutta l'America Latina, creando una rete di collaborazione clinica, chirurgica e formativa capace di offrire nuove opportunità ai pazienti e ai giovani medici del continente.
Un segnale dell'evoluzione del progetto arriva anche dall'Italia, dove è in corso uno stage formativo della dottoressa guatemalteca Velveth Beborly Jeannice Duque García presso l'ospedale dell'Angelo. «La sua presenza rappresenta un passo importante – sottolinea Mangino – perché dimostra che il progetto non consiste più soltanto in missioni italiane all'estero, ma anche nell'accoglienza di professionisti centroamericani per percorsi di formazione specialistica».
«Questo progetto è un primo grande passo verso la costruzione di una rete latinoamericana dedicata alla diagnosi e al trattamento delle patologie aortiche», evidenzia il direttore generale dell'ULSS 3 Serenissima, Massimo Zuin. «L'obiettivo è andare oltre la singola missione chirurgica e consolidare una vera rete di cooperazione sanitaria».
Per l'impegno profuso in questi anni, recentemente Mangino e Zuin hanno ricevuto un riconoscimento dall'ambasciatore di El Salvador in Italia, Arnoldo Bernal Chévez. Alla cerimonia erano presenti anche l'assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa e la console Sussy Ramos, a testimonianza del valore ormai internazionale di un progetto che punta a rafforzare la cooperazione sanitaria tra Italia e Centro America.
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








