Come Mestre può diventare una destinazione turistica per famiglie

Investire sulle attrazioni iconiche per dare un senso alla terraferma: gli esempi ci sono già, da Vienna a Copenaghen. Una ruota panoramica permanente e il progetto di un grande acquario

Marco Mestriner

Il grande afflusso di visitatori che caratterizza il nostro territorio ha posizionato la terraferma tra le principali destinazioni d’Italia per numero di posti letto, superando addirittura Verona. Per diverse motivazioni, a partire dal risparmio economico e da motivi logistici, l’entroterra veneziano è diventato un territorio a forte vocazione turistica, certamente di riflesso a Venezia: ne sono prova l’edificazione della cosiddetta “via degli ostelli”, via Ca’ Marcello, e le crescenti aperture di Airbnb.

Il nuovo masterplan dell’aeroporto Marco Polo di Venezia, che annuncia un incremento significativo degli arrivi nei prossimi anni, unitamente alla realizzazione del Bosco dello Sport, destinato a diventare un volano di flussi non solo legati alle manifestazioni sportive ma anche all’intrattenimento come grandi concerti ed esibizioni, amplia la quota di mercato di un territorio che dovrà puntare giocoforza sulla diversificazione della propria offerta ricettiva.

Se il centro storico di Venezia non può supportare cambiamenti di carattere strutturale e architettonici, è naturale che questa sfida, se ci si impegna a coglierne a pieno le opportunità, dev’essere recepita da tutto l’entroterra, con una visione del territorio complementare a quella lagunare.

Il riferimento è al target family & friends, dove Mestre, Marghera, Favaro, Tessera, Chirignago, possano sopperire alle limitazioni strutturali di Venezia centro storico e che, nel complesso, diventino un unicum tra terra e acqua, per lo svago e l’intrattenimento di chi, per una questione di risparmio o di comodità (o di entrambi!), abbia motivo di preferire un posto rispetto all’altro, o desideri trattenersi per un’intera giornata a visitare l’entroterra.

Senza dover inventare nulla, basta osservare quanto succede nelle altre metropoli del mondo e seguirne gli esempi virtuosi. Mestre, negli ultimi anni, ha visto la nascita e il successo del festival di Mes3land, un luna park nella zona dell’ex-Mercato Ortofrutticolo, che ha registrato migliaia di presenze, soprattutto di giovani e famiglie, rendendo vibrante un’area abbandonata della città. L’esperimento riuscito di Mes3land ricorda, in miniatura, gli storici parchi divertimenti urbani come il Prater di Vienna o i Giardini di Tivoli di Copenaghen, luna park aperti tutto l’anno, all’interno o in prossimità del centro storico cittadino, frequentati tanto dai residenti quanto dai turisti, diventati delle vere e proprie attrazioni iconiche.

Un ulteriore elemento d’intrattenimento per giovani e famiglie, e potenziale strumento di dialogo con il mondo scientifico e universitario, sono i bioparchi, da non confondere con il vecchio concetto di zoo, dove è possibile conservare le specie animali, riprodurre quelle a rischio, e allo stesso tempo avvicinare adulti e bambini al mondo animale. La storia di Venezia e il suo legame con l’acqua farebbero propendere più naturalmente non tanto a un bioparco, quanto a un grande acquario marino per famiglie, sulla falsariga dell’Acquario di Genova, che negli anni si è ricavato la posizione di uno dei maggiori acquari d’Europa, con oltre un milione di presenze annuali.

Immaginare un grande acquario cittadino, disegnato da un architetto di fama internazionale, capace di valorizzare anche la storia marittima della città, diventerebbe senza dubbio un nuovo polo di attrazione urbana, dove la terraferma diventerebbe un punto importante non solo per i turisti ma anche per i residenti.

L'adattamento delle nuove strutture nel settore dell'ospitalità e della ristorazione dovrebbe procedere in parallelo con la progettazione di una città sempre più a misura d'uomo, dotata di un'offerta diversificata. Un esempio concreto in questa direzione è la rigenerazione del Forte Marghera, che ha visto il recente restauro delle casermette napoleoniche, ora restituite alla comunità.

Oltre a ciò, occorrono proposte di intrattenimento innovative, che vadano oltre il semplice concetto di parco o museo – per quanto importanti – e sfruttino opportunità non replicabili nell'isola lagunare: ad esempio, la creazione di una ruota panoramica permanente o un parco a tema più ambizioso, magari in una zona periferica. Questa ridefinizione urbana potrà affermare Mestre come destinazione ideale per le famiglie, capitalizzando l'indotto turistico e rendendo accessibili progetti importanti e iconici anche ai suoi residenti.

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