Opere complementari arenate e mancano ancora 30 milioni

Non solo Passante, i riflettori da tempo sono puntati anche sulle opere complementari, le cui progettazioni preliminari sono pronte ad oggi per l’ottanta per cento nel territorio veneziano. «I primi cantieri potremo avviarli, se tutto va bene, nella primavera del 2008, cominciando dagli interventi a Spinea a Preganziol», fa sapere il commissario Silvano Vernizzi. Ma la partita tra commissario e Comuni è ancora aperta, in particolare a Mogliano e Marocco, e a Mirano dove il Consiglio comunale si è impantanato sui progetti delle nuove tangenziali. Ma ci sono problemi anche di finanziamento delle opere. Per realizzare tutte le opere di fascia A, ovvero le priorità, mancano all’appello ancora 30 milioni di euro sui 106 stanziati, ammette lo stesso Silvano Vernizzi.
«Non sono state attivate ad oggi la variante di Mogliano e quella di Marocco, la prima per il dissenso del Comune di Mogliano, la seconda per difficoltà di accordo tra Mogliano e Venezia. Per tutte le altre opere complementari di fascia A i progetti preliminari sono finiti e siamo andati in pre-conferenza di servizi. E’ stato avviato anche il procedimento per gli espropri e sono in corso ora le progettazioni definitive, che saranno pronte per metà di novembre». Silvano Vernizzi, commissario al Passante, fa il punto sulla viabilità complementare. E conferma le stime dell’assessore provinciale Paolo Gatto: le progettazioni preliminari sono all’80% ultimate.
Le opere.
Realizzate al momento sono solo due rotatorie, quella di Porara a Mirano e il secondo rondò all’uscita del casello di Dolo della A4. Ma la lista degli interventi in attesa è davvero lunga: a Marcon il collegamento Sp 40 (400 mila euro), il nuovo svincolo Marcon Nord (5 milioni), quello a Sud (3 milioni e 600 mila). Mira e Pianiga: variante di Roncoduro (5 milioni 900 mila). Mira: collegamento Oriago- SS 11 (6 milioni). Quarto d’Altino: collegamento Sp 67 con casello (2 milioni); circonvallazione Sud (un milione e 800 mila); Circonvallazione Est (4 milioni e 600 mila); Spinea: nuova SP36 da Fossa a Rossignago (7 milioni e 600 mila); collegamento Rossignano-Asseggiano (4 milioni 950 mila); Salzano: variante (3 milioni 600 mila). Robegano: Circonvallazione Sud (4 milioni 700 mila). Martellago: circonvallazione Sud Est (3 milioni e 600 mila). Scorzè: collegamento Nord con SS 515 (5 milioni).
Le questioni aperte.
Se corre veloce Quarto d’Altino, altrove si marcia più lentamente. Il Comune di Mirano non ha ancora deciso sulle nuove tangenziali (un pacchetto di opere viarie da 19 milioni di euro). Sul viadotto al posto del tunnel sotto il canale Taglio l’accordo c’è ma non è stato ancora firmato. «Siamo in alto mare, ci siamo presi tre mesi di tempo per riflettere a fondo», spiega il sindaco Gianni Fardin. E’ invece una variante al Passante, e quindi non una opera complementare, la questione a lungo dibattuta del sito Sic di Robegano, salvato dalla variante di Martellago. Dalla Provincia ricordano che con la variante il casello si sposta da Martellago a Cappella e il progetto, ancora allo stadio di bozza, abbisogna di un ulteriore passaggio al Cipe per riavviare l’iter.
Mancano 30 milioni.
Sullo sfondo, tutt’altro che secondaria, la «grana» dei finanziamenti. Oggi le opere di fascia A sono finanziate per 106 milioni di euro: 81 provenienti dalla Regione e 25 dalla Finanziaria. Vernizzi spiega: «Per realizzare tutti gli interventi di fascia A mancano 30 milioni di euro. Noi porteremo tutti i progetti alla fase definitiva e poi si dovrà decidere quali far partire prima, fino ad arrivare alla copertura attuale».
I primi cantieri.
A quando i cantieri? «A novembre avremo i progetti definitivi; se le conferenze di servizi saranno veloci entro la primavera 2008 potranno partire i cantieri. Inizieremo dalle opere connesse all’apertura dei caselli, quindi da Spinea e Preganziol. E a proposito dei caselli - continua - posso escludere già da ora che i caselli apriranno prima che le opere complementari siano realizzate».
La «grana» del verde.
Vernizzi accenna infine alla questione del «Passante verde». Al momento non c’è un euro stanziato e non si procederà a costosi espropri. «Noi abbiamo con gli espropri del Passante acquisito alcuni terreni, altri sono di privati. Con Coldiretti e Cia stiamo ragionando sulla possibilità di andare ad accordi con i privati per una indennità di mancata produttività in cambio dell’utilizzo delle aree. E’ una proposta innovativa, mai attuata e quindi va studiata attentamente», conclude.
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