Maltempo, alberi caduti e allagamenti: nel Veneziano 50 interventi dei pompieri

I vigili del fuoco al lavoro tutta la notte per gestire i danni. A Olmo un grosso pino ha distrutto due auto sullo spiazzo esterno

di una carrozzeria

Edoardo Fioretto , Alessandro Abbadir, Rosario Padovano , Massimo Tonizzo
Il pino caduto sulle auto a Olmo
Il pino caduto sulle auto a Olmo

 

Una forte ondata di maltempo ha scosso il Veneziano, colpendo a macchia di leopardo numerosi comuni del territorio. Dal bilancio dei vigili del fuoco, si parla soprattutto di cantine allagate – dai dati Arpav sono caduti intorno ai 30-34 millimetri di pioggia nella notte tra il 2 e il 3 giugno – qualche albero caduto e danni superficiali a edifici e abitazioni. Sono in tutto 50 gli interventi in tutta la provincia. A Rovigo, la stessa notte, sono stati cento mentre a Padova sono stati superati i 70.

Sono proprio gli alberi caduti, però, ad avere segnato maggiormente il bilancio, causando non solo i più importanti danni, ma destando anche forte preoccupazione da parte della popolazione. Choc tra i residenti di Favaro Veneto e Porto Santa Margherita, dove alcune grosse alberature sono cadute, creando scompiglio e devastazione.

Pino distrugge due auto

A Olmo di Martellago, un grosso pino ha abbattuto la recinzione della carrozzeria Car 2000 distruggendo due auto sullo spiazzo esterno. Il grosso pino marittimo, situato in un'area di proprietà comunale si è schiantato al suolo abbattendosi all'interno della recinzione dell'attività e schiacciando due auto parcheggiate. Si calcola un danno superiore ai 10-15 mila euro.

«Si è generato un mini-vortice con vento fortissimo in un raggio di 700 metri, che ha provocato il volo di transenne e l’abbattimento di qualche albero» spiega la vicesindaca Monica Cornello «Oltre al pino marittimo caduto sopra le auto della carrozzeria Cars 2000, un altro albero è caduto nell’area del parco comunale. Il Comune ha attivato comunque una polizza risarcitoria per le proprietà danneggiate dalla caduta di alberi comunali».

L'episodio riapre inevitabilmente il dibattito sulla sicurezza delle alberature pubbliche e, in particolare, sulla presenza dei pini marittimi nel centro urbano. «Molti dei pini marittimi quelli presenti sul nostro territorio hanno 50 anni» continua Cornello «Sarebbe ora di fare una riflessione su quali sia necessario abbattere, visto poi i danni che possono provocare o peggio».

Alberi sradicati a Caorle

A Caorle si sono registrati due inconvenienti molto diversi tra loro. Infatti a Porto Santa Margherita, e più precisamente in viale Lepanto, un albero è caduto nella strada principale.

La caduta ha provocato i danni alla sede stradale ma soprattutto alla circolazione. Sul posto sono rapidamente intervenuti i vigili del fuoco del locale distaccamento volontario, oltre alla polizia locale per la gestione del traffico. La viabilità è stata condizionata per almeno quattro ore, ma i disagi sono stati minimi grazie alle deviazioni predisposte.

Proprio in questi mesi l’amministrazione aveva completato un’estesa attività di verifiche statiche di alberi. Almeno una decina, completamente ammalati, sono stati eliminati tra via Gramsci e il piazzale del parcheggio di via Sile.

Il piano acque a Spinea

A Spinea il maltempo degli ultimi due giorni ha riportato al centro del dibattito cittadino il tema delle opere legate alla manutenzione del territorio per favorire il deflusso delle acque e prevenire gli allagamenti. «Nel 2026», riferisce l'assessore Sonia Martignon, «Sono stati stanziati 30.000 euro per la manutenzione e la pulizia delle caditoie, e alla fine del mese di aprile sono stati eseguiti interventi di pulizia in via Luneo (nel tratto da rotatoria a sottopasso) e in via Ponchielli, vie sulle quali però con la pioggia di sabato scorso si sono comunque verificati problemi. Più che la mancata pulizia delle caditoie, i problemi sono conseguenza di insufficienze della rete evidentemente non più idonea a sopportare un carico idraulico elevato concentrato in un lasso temporale ridotto».

Per ottimizzare gli interventi risulta quindi necessario uno studio idraulico del sistema di sgrondo delle acque meteoriche che guardi alla città nel suo complesso, e su questo interviene l’assessore all’ambiente Paolo Barbiero che spiega come «negli ultimi mesi del 2025 si sono svolti alcuni incontri con il consorzio di Bonifica acque risorgive e con l’ultima variazione di Bilancio sono stati accantonati 65.000 euro per la revisione del piano comunale delle acque la cui ultima versione risale al 2014».

Quindi Barbiero conclude: «Nei giorni scorsi è stato dato l’incarico per procedere e contestualmente rimane aperto il tavolo di coordinamento per valutare mano a mano tutte le criticità della nostra città».

L’assessore ricorda inoltre l’accordo con Ferrovie dello Stato per la pulizia di un tratto di fossato a scavalco del tracciato dell’ex ferrovia in via Fornase. Gli uffici hanno poi coordinato la pulizia di vari fossati sul territorio comunale tuttora in corso – da via Capitanio a via Bennati, per citare quelli più significativi – e sono intervenuti per ripristinare la funzionalità delle pompe di sollevamento acque meteoriche presenti in via Oriago a ridosso dell’autostrada A4.

 

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