Lavoratori Superjet in corteo dal prefetto di Venezia: «Vogliamo risposte»

«Facciamo rumore per tenere alta l’attenzione». Il prefetto Pellos sollecita con una nota l’intervento immediato dei Ministeri dell’Economia e dell’Interno

Costanza Valdina
Il corteo per le calli di Venezia dei lavoratori della Superjet
Il corteo per le calli di Venezia dei lavoratori della Superjet

Sono un centinaio a sfilare a Venezia lunedì 23 settembre da Piazzale Roma per il corteo dei lavoratori della Superjet. Al motto di “far rumore per tenere alta l’attenzione”, il fiume di manifestati si è snodato lungo Fondamenta Tre Ponti, campo Santa Margherita, ponte dell’Accademia fino campo San Maurizio alla sede della prefettura a Ca’ Corner per l’incontro con il prefetto Darco Pellos.

La preoccupazione condivisa tra rappresentanti sindacali e lavoratori auspica che il Comitato di sicurezza finanziaria assuma rapidamente deliberazioni utili a consentire il proseguimento dell’attività.

L’incontro con il prefetto

«L’incontro con il prefetto è stato proficuo. In considerazione delle nostre richieste, ha mostrato attenzione e si è impegnato ad inviare una nota integrativa sia al Ministero dell’Economia che al Ministero dell’Interno per sollecitare un intervento immediato», spiegano i sindacalisti dopo l’incontro a cui ha preso parte anche il vice direttore dell'Agenzia del Demanio Angelo Pizzin, «nel pomeriggio stileremo un documento unitario ed esplicativo della situazione da allegare alla relazione del prefetto destinata alle sedi competenti».

C’è tempo fino al 31 ottobre per ottenere il via libera del Comitato di sicurezza finanziaria all’acquisto delle quote ex russe da parte del fondo emiratino Markab Capital. Se non arriva c’è il serio pericolo che l’azienda sia costretta a portare i libri in tribunale. 

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Si attendono risposte

«Non vogliamo lasciare nulla d’intentato. La situazione è ferma da troppo tempo: non è accettabile», sottolinea il segretario generale della Fim Cisl Venezia Matteo Masiero: «Se non riusciremo ad ottenere una risposta, saremo costretti a ripercorre iniziative e manifestazioni per raggiungere un risultato concreto. Non possiamo rimanere con un grande punto interrogativo».

A seguito dell’invasione dell’Ucraina il 90% delle quote riconducibili alla Russia è stato congelato e affidato al Demanio che ha costituito un nuovo cda e costruito un piano di rilancio che coinvolge il fondo guidato da Abdullah Al Qubaisi pronto a investire fino a 500 milioni di euro con l’obiettivo di arrivare ad assumere 450 dipendenti.

«Una risposta positiva significherebbe una doppia opportunità», commenta un dipendente di Superjet, «non solo la salvaguardia di noi lavoratori, ma anche un significativo aumento occupazionale in tutto territorio. Dopo la pandemia e le difficoltà legate alla guerra, confidiamo in un responso definitivo in tempi brevi affinché le nostre vite non siano ulteriormente impattate».

Il corteo

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