Jesolo Design District: l’architettura venduta a peso d’oro
Il distretto architettonico si incastona nel litorale ed è stato concepito da un architetto newyorchese. Realizzato da Riv Group, di proprietà altoatesina, sarà ultimato nel 2028: «Fronte mare siamo arrivati a prezzi che sfiorano i 40 mila metri quadri all’acquisto»

Al lido di Jesolo si vende oggi a decine di migliaia di euro al metro quadro. Naturalmente, per costruzioni moderne, fronte mare, nella cornice di residenze luxury che si insediano in villaggi o distretti elitari.
È il caso dello “Jesolo Design District”, una Jesolo bianca e immacolata, che si incastona nel litorale ed è stata concepita dall’architetto newyorchese Richard Meier.
Realizzato da Riv Group, gigante della famiglia altoatesina Reichegger, oggi questo distretto architettonico non ancora terminato viene studiato nelle università.
La famiglia Reichegger, ormai più di vent’anni fa, ha realizzate le prime villette: un prototipo di abitazione andato subito a ruba, il cui prezzo oggi è raddoppiato. Vengono vendute a circa mezzo milione di euro.
Case “piccola” nel grande villaggio, gli annunci rimangono sui portali pochi giorni. Oggi questo distretto studiato dagli architetti di tutto il mondo come un modello unico, si estende su circa 5 ettari di superficie urbana prima di piazza Milano, in una zona di enorme sviluppo al lido, lontana dal caos di piazza Drago e piazza Mazzini.
L’intero intervento, che verrà completato entro il 2028, comprenderà una volta terminato circa 450 residenze e 300 camere e suite alberghiere dislocate in tre strutture ricettive, con un hotel a 5 stelle.
E un grattacielo da 83 appartamenti quasi tutti piazzati, con attici venduti a 6 milioni di euro al 25esimo piano. Investimenti per oltre 500 milioni di euro.
Non sembra possibile tutto questo, in una Jesolo che per il momento vorrebbe ancora essere una spiaggia “popolare”, accessibile a tutti, ma che deve fare i conti con il suo destino inevitabile: puntare sul lusso, addirittura sfrenato, o sprofondare nel degrado fatto di maranza e spiagge libere senza servizi e prese d’assalto dai pendolari.
Peter Reichegger, rampollo della famiglia di costruttori dell’Alto Adige che ha guardato Jesolo e visto subito Venezia, era andato a Miami a convincere Meier a studiare come poter trasformare grandi spazi di colonie marine in palazzi affacciati sul mare da mille e una notte.
«Allora, più di vent’anni fa», ricorda Reichegger, «l’architetto americano ha subito compreso che questa zona delle ex colonie affacciata sul mare aveva potenzialità enormi, così come una spiaggia a due passi da Venezia. Chi ha investito da noi lo ha fatto con la prospettiva di raddoppiare il valore in 10 anni. Perché così sono andate le cose. Il mattone è un investimento sicuro, tanto più in una località di mare che è bella, strategica, vicina a Venezia, ma anche con un bel entroterra, che ha un nome e la giusta mondanità. Noi abbiamo lavorato con costi attorno ai 5 mila euro al metro quadro, altri avranno anche speso meno. Ma il nostro prodotto è di altissimo livello, così come i servizi, le garanzie in termini di sicurezza e accessibilità. E fronte mare siamo arrivati a prezzi che sfiorano i 40 mila metri quadri all’acquisto. Si sono fatti avanti con il passare del tempo imprenditori veneti e lombardi, ma anche milionari spuntati dai paesi dell’Est che hanno già investito in Veneto, magari in imprese agricole o vitivinicole che siano. E persone meno conosciute, ma che hanno guadagnato molto con le nuove economie. Hanno visto in Jesolo e nel nostro distretto un investimento sicuro e un luogo magico».
Ma queste non sono case per trascorrere solo qualche mese in estate. «Molti vengono qui per diversi mesi l’anno», aggiunge il magnate dell’edilizia turistica, «perché stanno bene, lavorano al computer, si sentono tranquilli e sereni con il mare davanti agli occhi. Ci sono servizi all’avanguardia quali palestre, piscine riscaldate e spa che permettono di viverci tutto l’anno senza alcun problema».
I prezzi in crescita al lido di Jesolo, secondo gli operatori immobiliari, non sono spinti però dalla volontà di affittare gli appartamenti in un secondo tempo o metterli nel circuito di qualche piattaforma specializzata per i turisti mordi e fuggi.
«Il periodo è troppo breve», riflette Alessandro Simonetto, presidente provinciale Fimaa, federazione mediatori e agenti d’affari, aderente a Confcommercio, «si parla di massimo quattro o cinque mesi l’anno. Non avrebbe molto senso acquistare appartamenti per poi metterli sul mercato in affitto nelle varie formule che oggi sono disponibili grazie anche alle potenzialità della rete. Chi compra al lido di Jesolo», sottolinea Simonetto, «intende goderseli gli appartamenti o residence che siano, almeno per un po’ di tempo. Venirci in vacanza, restarci anche per qualche mese in più all’anno, magari sei mesi a farla grande. Dopo qualche anno, vendere e far fruttare l’investimento che in una località turistica come Jesolo garantisce margini di crescita tra il 15 e il 20 per cento nell’arco di cinque anni. Questi sono i numeri del mercato al lido e la crescita sta continuando di anno in anno».
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