Coronavirus, morta a Mira la dottoressa Sanjab. È il 100° medico morto in Italia per Covid-19
Si è spenta a 62 anni dopo aver seguito i suoi pazienti nel suo ambulatorio di Borbiago di Mira, dov'era arrivata nel 1994

BORBIAGO. Era stata una tra le prime ad ammalarsi seguendo i suoi pazienti che acusavano quello strano malessere. Samar Sinjab è morta nella notte a causa del coronavirus che lei per prima aveva tentato di curare quando ancora non si sapeva nulla della sua comparsa in Italia e a Borbiago in particolare, dove da anni il uo ambulatorio di via Papa Giovanni XXIII era affollato di pazienti he l’avevano scelta come medico di base, tanto che la sua lista era “piena” perché tutti la indicavano come preferita.
Nata a Damasco, in Siria, la dottoressa Samar Sinjab era profondamente legata alla sua terra pur essendo perfettamente a suo agio nella cultura italiana che aveva adottato come modello di vita per sè e la famiglia.
Era infatti sposata con i grande amore della sua vita, il dottor Omar El Mazloum, famoso pediatra i base che dagli anni 90 si era stabilito a Mira.
Un matrimonio bello e fortunato, che aveva visto due figli, il maschio Rafi, anche lui medico, speialista in Medicina legale, e la femmina, Dania, che aveva seguito le orme del padre: dopo essersi laureata in Medicina in meno di 6 anni e con la media di 29/30 si era specializzata in Pediatria dopo che un grave lutto, 13 anni fa, aveva colpito la famiglia: la morte del papà Omar per infarto. Proprio in suo ricordo Dania aveva abbandonato una pometente carriera accademica per diventare pediatra di base a Mira.
La dottoressa Samar Sinjab era rimasta vedova ma aiutata dall'amore dei figli che le erano molto ataccati. Abitava a Oriago e seguiva con curiosità ogni agiornamento professionale. Era attiva a Borbiago dal 1994 e aveva maturato un’enorme esperienza che la legava ai suoi pazienti. Il 25 febbraio aveva festeggiato il compleanno ricevendo numerosi regali dai suoi assistiti.
Poi il rendersi conto che forse anche lei, che aveva sempre cercato di usare i mezzi di protezione personale, poteva aver sviluppato il contagio.
Il malessere e il ricovero in ospedale e quindi in terapia intensiva.
Ieri la morte. La sua scomparsa, spiega in una nota la Federazione nazionale dei medici Fnomceo, è il 100° caso in Italia di morte di un medico contagiato da coronavirus.
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