Schiacciato da una lastra d’acciaio in cantiere a 21 anni: il datore di lavoro a processo

Andrea Canzonieri di Noventa Vicentina aveva perso la vita il 21 febbraio 2025 all’interno di un cantiere di Sottomarina: il tribunale di Venezia ha rinviato a giudizio il datore di lavoro Leonardo Faccio a cui viene contestato l’omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla sicurezza

Eugenio Pendolini
Andrea Canzonieri
Andrea Canzonieri

Era morto schiacciato da una lastra d’acciaio dopo appena 16 giorni di lavoro alla Due D srl e quel 21 febbraio 2025 non era più tornato dal cantiere di Sottomarina.

Ora, un anno e nove mesi più tardi, il tribunale di Venezia ha rinviato a giudizio il datore di lavoro Leonardo Faccio (difeso dall’avvocato Paolo Costantini), amministratore unico della società, a cui viene contestato dalla pubblico ministero Daniela Moroni l’omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla sicurezza per la morte di Andrea Canzonieri, 21 anni, originario del Vicentino.

Cosa era successo

Come riferito dal geometra responsabile della sicurezza del cantiere, Canzonieri il giorno della tragedia stava pulendo intorno al cassero utilizzato per contenere le gettate di cemento.

Il ventunenne, forse perché non riusciva ad arrivare dove voleva, avrebbe rimosso uno dei sostenitori. A quel punto una delle pareti – circa cinquanta chili – gli era caduta addosso.

Il giovane indossava il casco, ma il colpo era stato comunque tremendo. La ditta era al lavoro nel cantieredi Sottomarina in qualità di subappaltatrice. Le indagini hanno dovuto accertare il motivo della caduta di questa lastra, se il ragazzo fosse stato formato adeguatamente e se stesse facendo una mansione adeguata al suo livello.

Chi era

Nato a Noventa Vicentina il 3 luglio del 2003, il ventunenne, appassionato di musica e del Lanerossi Vicenza, era stato assunto solamente da due settimane per partecipare ai lavori di costruzione del nuovo edificio del gruppo Boscolo Real Estate srl su progetto dell’architetto Francesco Boscolo Bragadin.

Privo di esperienza specifica, Canzonieri sarebbe stato impiegato da solo in un’attività ad alto rischio, senza formazione e addestramento adeguati. Nell’ultima udienza preliminare non era stato raggiunto l’accordo sul patteggiamento: il pubblico ministero non aveva prestato il consenso.

Complessa e ancora da definire anche la questione assicurativa. Una parte della somma assicurata è già stata corrisposta, ma soltanto a titolo parziale e senza chiudere ogni ulteriore pretesa. Per ottenere il resto, la strada che potrebbe intraprendere la famiglia, rappresentata dall’avvocato Paolo Pentella, sarebbe ora quella di una causa civile - con un inevitabile allungamento dei tempi - contro il datore di lavoro, nella quale l’assicurazione e gli altri soggetti che potrebbero essere chiamati a risponderne potranno far valere le rispettive posizioni.

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