Comitato per il verde «Basta svendite»
JESOLO
No alla svendita di Jesolo e delle sue zone verdi, torna a farsi sentire il Comitato Verde Bene Comune. E denuncia quanto avvenuto nell’intervento alle spalle di piazza Nember, dove il Comune ha garantito e coperto la mancanza di zone verdi nella nuova urbanizzazione. I promotori di questo intransigente sodalizio ora adombrano un esposto. Il comitato jesolano, in prima filla nelle questioni dell’ambiente e tutela del territorio, vuole opporsi con fermezza alla delibera approvata nel Consiglio comunale il 25 marzo scorso.
«Con quella delibera», ricostruiscono i promotori, «si è decisa la vendita di un’area pubblica, a compensazione dell’isola ecologica mancante che risulta invece obbligatoria per condomini con numero di unità superiori a sei. Su tratta di un comparto di recente realizzazione in Via Belluno. Ci chiediamo» proseguono, «secondo quale criterio il Comune decida della vendita, o meglio, la svendita ai privati di un territorio che è pubblico. Non dimentichiamo i precedenti altrettanto sconsiderati come la zona delle “Capannine” , ceduta alla cifra irrisoria di 28mila euro, che da parco, tanto auspicato dalla cittadinanza, è diventata infine un parcheggio. Oppure le storiche ex scuole Carducci, che hanno lasciato spazio a una soffocante e discutibile architettura. O, ancora, la discussa cessione del “Sabbiadoro”. Il comitato Verde Bene Comune», concludono, «preso atto che il Comune di Jesolo intende alienare parte del patrimonio pubblico per soddisfare interessi privati, propone che gli spazi necessari richiesti, vengano cercati all’interno della lottizzazione, che già tanto ha penalizzato e svilito il territorio». —
Giovanni Cagnassi
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