Ventidue chiamate al giorno: anziana in carrozzina assediata dai centralini

La vittima, una signora di Mestre di 75 anni, è immobilizzata in sedia a rotelle aspettava di essere contattata dal medico, ma era solo spam

 

Un'anziana al telefono
Un'anziana al telefono

Ventidue telefonate in 12 ore, poi la conta finale sul cellulare: dalle 8 alle 20 una pensionata mestrina di 75 anni, bloccata in sedia a rotelle dopo una frattura al femore, ha ricevuto chiamate continue da numeri sconosciuti, prefissi italiani ed esteri, voci registrate e operatori commerciali.

Alla fine si è rivolta all’Adico, chiedendo assistenza per quello che l’associazione definisce un martellamento ormai quotidiano, particolarmente pesante per anziani e persone fragili.

La donna, A.M., vive da sola ed è normalmente autonoma. Figli e nipoti sono presenti, ma in queste settimane una frattura l’ha costretta a muoversi con la sedia a rotelle.

Ogni squillo è diventato un problema pratico: raggiungere il telefono, capire se rispondere, distinguere una chiamata utile da una proposta commerciale.

Anche perché la pensionata attendeva contatti dal medico di base e dall’ospedale.

La prima chiamata arriva verso le 9, mentre è distesa sul divano. Il cellulare è appoggiato sulla sedia a rotelle. A.M. si allunga, guarda il display, riconosce un numero sospetto e lascia squillare.

Mezz’ora più tardi il telefono suona di nuovo. Questa volta lei è in bagno, l’apparecchio in cucina.

Si affretta, rischia di cadere, ma quando arriva vede un prefisso 06 e capisce che non era il medico.

Il copione continua per tutto il giorno. Numeri dall’estero, prefissi 02, 050 e 041. Alcune chiamate vengono ignorate subito.

Una la sveglia durante il riposo pomeridiano. Nel pomeriggio il ritmo aumenta: attorno alle 16, racconta la donna, arrivano cinque telefonate in un’ora.

Alle 17 risponde a un numero veneziano, pensando possa essere l’ospedale. Dall’altra parte c’è una voce registrata che propone un’offerta di telefonia.

Riattacca. Verso le 19, mentre prepara la cena, il telefono squilla ancora. È in cucina, il cellulare è in soggiorno.

Si sposta in fretta con la sedia a rotelle, ma arriva tardi. Richiama: il numero risulta inesistente.

Poco dopo arriva una chiamata quasi identica, con le ultime cifre diverse. Una voce femminile le chiede conferma dell’identità e informazioni sui consumi del gas.

La pensionata chiude la conversazione. Alle 20 il tormento si ferma. Nel registro restano 22 chiamate.

«Il racconto lucido di questa anziana signora ci ha lasciati attoniti», commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico.

L’associazione denuncia l’aumento delle telefonate commerciali e chiede un intervento più efficace delle autorità. «Parliamo di una persona lucidissima, costretta però in sedia a rotelle da una frattura. Una 75enne per la quale il vero incubo non è il femore rotto, ma questo continuo martellamento telefonico».

 

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