Viticoltura in ginocchio dopo le grandinate nel Veneto orientale

Violenta grandinata nel Veneto orientale colpisce le aree vitivinicole tra Pramaggiore, Annone e Loncon: vigneti devastati e produzioni a rischio anche per il 2027

Giovanni Monforte
Grandinata nel Portogruarese, vigneti distrutti tra Pramaggiore e Annone
Grandinata nel Portogruarese, vigneti distrutti tra Pramaggiore e Annone

 

«Mai vista una grandinata del genere», racconta uno dei viticoltori danneggiati dal maltempo che, nella prima serata di lunedì, si è abbattuto tra Pramaggiore, Annone e Loncon, l’area del Portogruarese più pregiata per i vini.

«Nei vigneti si registrano perdite fino al 100%. É a rischio la produzione anche per l’annata 2027», denunciano da Confagricoltura, che chiede interventi per mitigare i danni subiti dai produttori e una semplificazione delle norme relative alle coperture assicurative per i fenomeni meteo estremi. Mentre all’orizzonte si profila la prima forte ondata di caldo, l’agricoltura nel Veneto orientale fa ancora i conti con i danni dovuti alla grandine. Due facce della stessa medaglia: il cambiamento climatico. Lunedì sera una violenta e improvvisa grandinata si è abbattuta su un’area circoscritta del Portogruarese, tra Pramaggiore, Annone e Loncon.

«Passata la tempesta, i campi erano imbiancati dalla grandine», racconta un viticoltore di Loncon, «I vigneti sono stati quasi completamente spogliati della vegetazione e dai grappoli in fase di ingrossamento».

Sono bastati dieci minuti per compromettere, nei vigneti più colpiti dai chicchi, sia la produzione di quest’annata che, probabilmente, anche quella del 2027. Confagricoltura ha subito attivato i tecnici per le verifiche nei campi. L’organizzazione agricola denuncia danni gravi, che in alcuni casi potrebbero arrivare a interessare il 100% della produzione. Con ripercussioni anche per la prossima annata, visto il momento del ciclo vitale in cui si trova attualmente la vite.

«La situazione è preoccupante. La vite si trova in una fase fenologica delicata, quella di ingrossamento degli acini», spiega Stefano Tromboni, presidente di Confagricoltura Venezia, «Un momento determinante per la produzione e propedeutica al consolidamento di quelli che saranno i capi a frutto per il 2027. Durante l'estate, i germogli erbacei e verdi si trasformano in rami legnosi di colore marrone, accumulando le sostanze di riserva necessarie per superare l'inverno. Questa fase è fondamentale per proteggere la pianta dal gelo e garantire la produttività dell'anno successivo».

Oltre ai vigneti, sono stati colpiti campi di mais e grano tenero, con danni stimati pari a oltre l’80%. In particolare per il grano tenero, che era pronto per essere raccolto.

«Gli uffici di Confagricoltura sono già in contatto con le strutture competenti di Avepa per una prima ricognizione delle aree colpite. Siamo a disposizione dei funzionari e della Regione per il supporto che serve», aggiunge Tromboni, «Per quanto nelle nostre possibilità immediate, mi impegnerò a portare al consiglio di Confagricoltura Venezia la proposta di abbassare le quote associative del 2027 per i soci colpiti da questi eventi, a dimostrazione della vicinanza dell’associazione in questi momenti sempre drammatici per le aziende».

Confagricoltura chiede alle istituzioni competenti interventi rapidi per mitigare le perdite subite dai produttori. Di fronte a questi fenomeni con cui bisognerà abituarsi a convivere, Tromboni ricorda l’importanza di assicurarsi per proteggere il reddito agricolo, ma sottolinea: «Gli strumenti di cui oggi disponiamo sono ancora da migliorare notevolmente dal punto di vista dell’efficienza. Gli iter complicati per questi strumenti rischiano di farli diventare poco appetibili agli agricoltori».

 

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