Cocaina dall’Olanda, il processo Prime condanne per la banda

I principali imputati hanno scelto il rito abbreviato per ottenere lo sconto di pena Gestivano un traffico di ingenti quantità di droga che smerciavano sul litorale
PD 18/08/2003 G.M. CONF. STAMPA DROGA IN QUESTURA (CARRAI)
PD 18/08/2003 G.M. CONF. STAMPA DROGA IN QUESTURA (CARRAI)

Un grande traffico di droga – cocaina dall’Olanda e marijuana in arrivo dall’Albania – ha alimentato tra il 2016 e il 2017 il mercato degli stupefacenti tra Venezia e Mestre, lungo il litorale della movida estiva nello jesolano, nel Trevigiano e in provincia di Padova. Decine e decine di chili di stupefacenti, mossi da un’organizzazione albanese, con residenza veneta, che ha però visto molti dei protagonisti darsi alla fuga dopo i primi arresti. E ora sono latitanti. In ventiquattro erano stati individuati e rinviati a giudizio dalla Procura. Per quanti tra loro hanno scelto il rito abbreviato – latitanti e complici che sono, invece, stati arrestati –- sono arrivate ieri le condanne in primo grado con la concessione dello sconto di un terzo della pena , previsto dal rito in cambio di un processo più celere. Pene che rischiano per i più – uccel di bosco – di restare solo sulla carta.

Il giudice per le udienze preliminari, Gilberto Sigliano Messuti, ha condannato a 12 anni 9 mesi e 10 giorni di reclusione il 33enne Bujar Sefa, casa a Noale, ma latitante: per lui è prevista anche una confisca di beni fino a 346 mila euro. Secondo l’accusa, infatti, era lui a dirigere ed organizzare il gruppo di trafficanti e spacciatori in Italia, in collaborazione con i fratelli, procurandosi la droga in Olanda e poi coordinando la consegna degli stupefacenti. Nove anni e 9 mesi di reclusione la pena per il fratello Islam Sefa, punto di riferimento in Italia.

Cinque anni e 4 mesi per Jetmir Sefa, ufficialmente con casa a Cortellazzo, ma svanito anche lui nel nulla, che aveva già patteggiato in passato una pena a 4 anni e 6 mesi per una partita di tre chili di cocaina, del valore di oltre 250 mila euro. Il suo compito era quello di occuparsi della distribuzione della droga ai pusher e raccogliere il danaro. Quattro anni e 5 mesi la pena per il latitante Vait Sana, considerato braccio destro del “capo” Bujar Sefa. E, ancora, proseguendo nella lista delle condanne a latitanti chissà dove, 6 anni e 2 mesi e 20 mila euro di multa per Nikoll Murrizi, 35 anni, che abitava a Tessera. Pena minore – 10 mesi – per uno dei pusher del gruppo, anch’esso riparato in patria: Luigj Makai, ufficialmente residente a Campodarsego, in provincia di Padova. Sono tutti difesi dall’avvocato Pasquale Fabio Crea.

In carcere si trovano invece Elton Baiku (residente ad Oderzo, avvocata Stefania Pattarello) condannato a 5 anni e 7 mesi di reclusione e Denis Albrino, di Volpago del Montello, condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione e quasi 13 mila euro di multa, ma assolto dall’accusa di associazione (avvocato Mauro Serpico) Secondo l’accusa, Baiku e Albrino si occupavano della distribuzione al dettaglio ai pusher.

Infine, in continuazione con altre due precedenti condanne sempre per droga, nuova condanna a 3 anni, 2 mesi e 12 mila euro di multa per Jakoup Hoxha, residente a Mestre (avvocato Marco Tiffi). A tutti il giudice ha riconosciuto le attenuanti generiche. tra 90 giorni il deposito delle motivazioni.



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