Spiagge senza troppe limitazioni A Sottomarina la diga resta aperta
IL LITORALE
Il week-end di sole non impaurisce i sindaci del litorale che non hanno annunciato ordinanze restrittive e si preparano solo a intensificare i controlli con le loro polizie locali. In attesa di sapere se torneremo zona arancione in Veneto, la costa veneziana è sotto i riflettori per l’invasione di pendolari e turisti. Ma l’atteggiamento per ora disteso dei sindaci dei maggiori centri balneari dimostra che l’impennata dei contagi non è necessariamente collegata alle domeniche di sole e le passeggiate sulla spiaggia. Per le giornate di oggi e domani le previsioni meteo sono buone e c’è da attendersi grande affluenza in particolare al lido di Jesolo, Bibione, Caorle.
«Non abbiamo in programma restrizioni», dice il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, «anche se siamo consapevoli dell’aumento dei contagi in particolare tra i giovani. Con il comandante della polizia locale, Claudio Vanin, abbiamo stabilito di intensificare i controlli soprattutto nei pubblici esercizi e luoghi di maggiore assembramento quindi anche nei ristoranti per il rispetto delle misure preventive». In questo fine settimana saranno aperti infatti bar e ristoranti e anche diversi chioschi sulla spiaggia. A San Michele al Tagliamento Bibione, il sindaco Pasqualino Codognotto, è sereno: «Non abbiamo problemi particolari di concentrazione di persone. Abbiamo notato che la spiaggia è grande e che le passeggiate degli ospiti sono molto diluite e senza assembramenti proprio per la morfologia del territorio». Lo stesso a Caorle e Porto Santa Margherita, dove il sindaco Luciano Striuli non ha firmato ordinanze restrittive e si limiterà ai controlli della polizia locale come a Jesolo. Caorle è una delle località più frequentate anche nella bassa stagione e soprattutto nei week-end quando la località è invasa non solo per una passeggiata in spiaggia, ma anche nel centro storico. Anche a Sottomarina nessuna ordinanza restrittiva per il weekend. Il sindaco Alessandro Ferro ha deciso di non aggiungere nuove limitazioni pur in vista di un fine settimana che di certo per le temperature estive porterà sull’arenile, e in particolare in Diga, un fiume di persone. Ferro punta sul senso di responsabilità, pronto però a intervenire qualora gli scenari diventassero preoccupanti. Chioggia è stata uno dei primi comuni nei mesi scorsi a adottare ordinanze più restrittive dei Dpcm imponendo il numero massimo di due persone per tavolino nei plateatici dei locali, con deroga per i minori; l’uso costante della mascherina, a eccezione del tempo strettamente necessario alla consumazione, e lo sgombero di tavoli e sedie alle 18 in capo ai gestori dei locali per evitare che le persone rimangano comunque ammassate fuori dai bar. —
Elisabetta B. Anzoletti
giovanni cagnassi
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