Area Pili a Marghera, il terreno scotta, per l’opposizione ora è necessario fare chiarezza

Bettin: «In forma pubblica e istituzionalmente corretta» Forte (Amici del parco): «Piano che deforma San Giuliano»

MESTRE. Il progettone dei Pili mai decollato sui terreni di Porta di Venezia, società del blind trust dell’attuale sindaco Luigi Brugnaro, finisce al centro di una “guerra” tra esposti e richieste di risarcimento.

Finisce sotto i riflettori della Procura la vicenda Pili. Un esposto denuncia con l’accusa di truffa, falso e minacce è stato presentato ai magistrati di Firenze dall’architetto Luis Lotti, il professionista toscano che segue i progetti del miliardario di Singapore Ching Chiat Kwong.

Accusa Claudio Vanin, imprenditore e titolare della Sama Global e immobiliarista trevigiano, ex consulente tecnico del gruppo, di avere truffato lo studio e l’imprenditore dell’Estremo Oriente. Ma i progettisti trevigiani hanno avviato una causa milionaria di risarcimento chiedendo 15 milioni.

La questione è diventata ovviamente anche politica. «L’inchiesta, molto precisa e documentata, della Nuova Venezia sulla vicenda del Pili, a nostro parere non pretende la ricerca di capri espiatori tra funzionari della pubblica amministrazione, né tantomeno facili derubricazioni della questione a beghe tra privati.

Al contrario, necessita di un radicale chiarimento in forma pubblica e istituzionalmente corretta», precisa il capogruppo di Venezia Verde e progressista, Gianfranco Bettin.

Foto Agenzia Candussi - FERRAZZA. - MARGHERA PIAZZA MERCATO -MARGHERA CONFERENZA RIFORMA DEL GOVERNO LOCALE. IN FOTO BETTIN MUNINCIPALITA' DI MARGHERA.
Foto Agenzia Candussi - FERRAZZA. - MARGHERA PIAZZA MERCATO -MARGHERA CONFERENZA RIFORMA DEL GOVERNO LOCALE. IN FOTO BETTIN MUNINCIPALITA' DI MARGHERA.

«Di qui la nostra richiesta di una seduta apposita di consiglio comunale in cui il Sindaco e la giunta riferiscano e chiariscano. Si tratta, infatti, di una questione in primo luogo politica e programmatica che riguarda sia il destino di un’area cruciale della città sia il tema altrettanto fondamentale del possibile conflitto di interessi. Quindi, ribadiamo la richiesta: tutto sia pubblico è discusso in modo trasparente. Sul resto, agisca eventualmente la magistratura».

Insomma il centrosinistra ribadisce la necessità di una operazione “Massima trasparenza” su una vicenda in cui sono stati tirati in ballo anche uomini dello staff del sindaco oltre ai terreni del trust del primo cittadino. Le opposizioni hanno chiesto le dimissioni di Derek Donadini, avvocato e da sempre uomo di fiducia di Luigi Brugnaro, vicecapo di Gabinetto del sindaco dal 2015. Lui era disponibile ad andarsene. Ma la fiducia di Brugnaro gli è stata confermata.

Sulla vicenda Pili interviene pure Anna Forte, vedova di Gaetano Zorzetto e presidente degli “Amici del parco di San Giuliano”. La vicenda dei Pili è legata al grande parco. «Modificare la pianificazione urbanistica per valorizzare l'area è perseguire il bene comune nell'interesse dei cittadini, o favorire interessi particolari?», chiede Forte convinta dei conflitti di interesse del primo cittadino.

«L’intervento riguarda una importante parte non realizzata del Parco di San Giuliano, progettato e gradualmente realizzato dagli inizi degli anni 90’,ed è coerente purtroppo con il progetto che l’amministrazione Brugnaro ha approvato per la realizzazione, nel Parco di San Giuliano, di un hub trasporto merci e zona per attività produttive, di un terminal per l’accesso turistico a Venezia e di strutture per adattarlo a grandi eventi spettacolari. Scelte che, insieme alle previsioni rese pubbliche in questi giorni, mostrano una strategia complessiva secondo cui gli spazi paesaggisticamente più pregiati della gronda lagunare devono essere prevalentemente utilizzati per creare profitti a soggetti privati e non per la libera fruizione dei cittadini». —

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