Assalto alla città, proteste e polemiche

Sambo (Pd): «Ci vuole un governo dei flussi». De Checchi attacca gli esercenti: «Fanno soldi a discapito della città»



Una città invasa. Come a Carnevale, come al Redentore. Il ponte dei Santi non fa eccezione. Punte di oltre 100 mila persone arrivate in giornata. E la città diventa invivibile. Oltre a registrare gli arrivi c’è chi chiede provvedimenti. Prima che la città storica sia definitivamente travolta.

IL PONTE della libertA’

Ponte della Libertà chiuso il primo novembre in tarda mattinata dai vigili, con auto deviate. Ma l’ingorgo era già grande. Per arrivare a Venezia si è impiegata più di mezz’ora. «I garage non erano ancora esauriti», hanno spiegato i vigili, «c’è il rischio di cause legali». Il Comune annuncia che entro qualche mese entrerà in vigore la Ztc (Zona a traffico controllato) con la nuova Control room al Tronchetto.

Sul modello già in uso a Milano e Firenze, sul Ponte potranno transitare con l’auto solo i residenti o i titolari di prenotazione alberghiera. Il parere favorevole dal ministero è arrivato.

I TRENI

Come sempre il problema principale sono i treni. Anche qui il progetto prevede che dal luglio 2020 per accedere ai servizi bisognerà aver prenotato. Altrimenti, niente musei, servizi igienici, trasporti. Basterà?

Le proteste

«In questi giorni flussi da bollino rosso, e il Comune non ha fatto nulla per gestirli», attacca la capogruppo del Pd in Consiglio comunale Monica Sambo, «in questi ultimi anni la giunta ha ricevuto ingenti finanziamenti dai governi di centrosinistra, 10 milioni del Patto per Venezia sono stati spesi solo in parte per gestire i flussi turistici, il resto solo per contarli. Introiti record da Actv, con 250 milioni di biglietti, e dall’imposta di soggiorno. Ma non c’è strategia per il futuro. E noi residenti ci ritroviamo cosi...».

LE CATEGORIE

L’assalto piace ad alcune categorie. «Il turismo porta ricchezza», dice il segretario dei Pubblici Esercizi Ernesto Pancin. Così gli albergatori, che annunciano il quasi tutto esaurito. Risponde a muso duro Gianni De Checchi, segretario della Confartigianato.

«La deriva presa dalla città fa proliferare i bar. Le categorie della città non sono solo i Pubblici esercizi. Molte vengono danneggiate da questo tipo di turismo. Gli artigiani cercano di far emergere la qualità e la tradizione. Ma con la città sempre sotto assedio è una guerra persa in partenza. Molti chiudono, mentre milioni di persone passano davanti alle loro botteghe in preda a un delirio. Solo i bar, appunto, si salvano gestiti per lo più da non veneziani. Bisognerebbe almeno che certe categorie mantenessero un po’ di pudore e contassero in silenzio i soldi che fanno a discapito della città».

NUMERO CHIUSO

Il Comune non ne vuol sentir parlare. Ma le proiezioni per il futuro non annunciano nulla di buono: turisti in aumento. Qualche provvedimento dovrà arrivare per non vedere la città storica travolta dalla sua ricchezza. —



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