Regolamento dei Beni comuni Si va verso l’approvazione

Agenzia Candussi, giornalista Chiarin. Ex Emeroteca in via Poerio Mestre.
Agenzia Candussi, giornalista Chiarin. Ex Emeroteca in via Poerio Mestre.

Beni Comuni: è ripreso ieri in VII Commissione Consiliare (Patrimonio) l'esame della proposta di Regolamento per i Beni Comuni presentata da Nicola Pellicani (Pd) ed elaborata con Labsus - Laboratorio per la sussidiarietà e degli uffici comunali, per avviare anche a Venezia, come in altre 180 città italiane, un percorso virtuoso di dialogo e collaborazione tra amministrazione e cittadini per rivitalizzare aree strategiche. Ieri il via all’esame dei singoli articoli. «Siamo giunti già quasi a metà del lavoro, tra due settimane ci sarà una nuova commissione. Sono molto soddisfatto per il clima collaborativo dimostrato da tutti i consiglieri, confido che a breve il Regolamento possa arrivare all'attenzione del Consiglio Comunale per l'approvazione», dice soddisfatto il consigliere di opposizione, deputato del Pd, che ricorda che un regolamento sui beni comuni nasce dalla spinta dei cittadini «che chiedono di utilizzare, gestire e prendersi cura di spazi pubblici abbandonati e in disuso, per farli tornare a vivere e renderli più sicuri, avviando percorsi di riqualificazione urbana». Il clima di dialogo con la maggioranza di centrodestra, evidentemente, fa ben sperare in una veloce approvazione dello strumento.

Ma dal Pd arrivano anche polemiche, in particolare su un edificio pubblico che dal 2014 attende una riconversione come l’ex emeroteca di piazza Ferretto. Dopo il nostro articolo sulla difficoltà per un imprenditore di gestire l’intero palazzo e sul bando di assegnazione sospeso, arrivano le bordate polemiche del senatore Andrea Ferrazzi, critico con la giunta Brugnaro. «In consiglio comunale, quando ero capogruppo, avevamo segnalato i limiti di quella operazione e la necessità di mantenere anche una funzionalità pubblica, magari facendo tornare un servizio molto amato come l’emeroteca», dice l’ex consigliere comunale. «Di fatto oggi si evidenzia che quella operazione non produce nè il riutilizzo del bene da parte dei privati nè un beneficio pubblico e a quattro anni dall’insediamento, la giunta Brugnaro ha saputo essenzialmente solo realizzare il distretto alberghiero di via Ca’ Marcello senza portare avanti l’ultimo pezzo della riqualificazione del centro di Mestre, dopo la riapertura del Marzenego, la pedonalizzazione di via Poerio e la nuova Riviera».

Per la cronaca, il distretto Mtk era stato autorizzato dalla giunta Orsoni e portato a realizzazione da quella fucsia. —

M.Ch.

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