Londra, veneziano ucciso e gettato in un canale

La vittima è Sebastiano Magnanini, 46 anni, di Cannaregio, trasferitosi nella capitale inglese. Vent'anni fa fu arrestato per il furto clamoroso di un Tiepolo dalla chiesa di Santa Maria della Fava

VENEZIA.  Ucciso e gettato nel Regent's Canal di Londra, legato a un carrello della spesa. La vittima è Sebastiano Magnanini, un veneziano di 46 anni residente a Cannaregio ma trasferitosi nella capitale inglese. Come hanno raccontato le testate inglesi il 24 settembre, quando ancora non si conosceva l'identità della vittima, il corpo è stato segnalato da un passante.  L'uomo ha lanciato l'allarme e sul posto, vicino all'Islington Tunnel, è intervenuta la polizia. La polizia inglese non ha dubbi sul fatto che si tratti di un omicidio e ha lanciato un appello, attraverso i media inglesi, affinché chi ha visto o sa qualcosa in merito si faccia avanti. Quella del ritrovamento è una zona dove alcune famiglie vivono nelle classiche house boat, ormeggiate lungo il canale. La famiglia dell'uomo sarebbe stata informata solo nella serata di lunedì 30. 

Jeff Zedic, una maestra sentita dal Guardian residente a pochi passi da dove è stato trovato il corpo, ha sipegato di  "non aver sentito confusione nella notte".  L'uomo sarebbe stato trovato legato dentro un carrello della spesa. Del caso se ne stanno occupando i detective dell'Homicide and Major Crime Command (Hmcc). I poliziotti hanno isolato la zona del ritrovamento del corpo per alcuni giorni alla ricerca di elementi utili alle indagini. Del caso è stata informata anche la polizia italiana per capire se in città possano essere raccolti elementi utili per scoprire il nome dell'assassino.

Stando a fonti investigative locali, citate dall'agenzia Ansa, l'uomo risultava aver viaggiato in Colombia, Cambogia e Thailandia prima di trasferirsi a Londra: si sospetta un agguato criminale. Il nome di Magnanini non è sconosciuto alle forze dell'ordine di Venezia. Oltre vent'anni fa infatti, nel 1994, era stato arrestato per il furto della tela "L'educazione della Vergine" che era stata sottratta dalla Chiesa della Fava il 15 dicembre del 1993. Magnanini, accusato di furto aggravato, con un complice, era poi stato condannato nel 1998, a un anno e sei mesi.

Un furto clamoroso che non aveva mancato di suscitare stupore e polemiche, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza nelle chiese veneziane, autentiche miniere di capolavori di opere d'arte molto spesso prive di qualsiasi protezione o impianto di sicurezza. L'inchiesta che aveva poi portato all'arresto di quattro era partita in modo quasi banale, quando un uomo era stato fermato perché trovato in possesso di un motore rubato. Le successive indagini avevano poi portato a scoprire gli autori del furto della tela.


 

 

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia