Venezia Calcio, gli esodi leggendari dei tifosi
In 9.000 a Cesena con il Venezia per lo spareggio con il Como per la serie B. A Ravenna 3.000 tifosi seguirono la squadra di Prandelli che conquistò la A

I supporter del Venezia credono fortemente nel blitz promozione della squadra di Giovanni Stroppa al Picco contro lo Spezia che si disputerà domani, primo maggio. Lo testimonia il dato relativo alla vendita dei biglietti per il settore ospiti dell’impianto di Viale Fieschi. Sono stati polverizzati in poche ore tutti i circa 1187 ticket messi a disposizione dei sostenitori lagunari.
L’esodo dei tifosi
Domani, dunque, ci sarà un vero e proprio esodo di tifosi arancioneroverdi in terra spezzina.
È una giornata a dir poco speciale che tutto il popolo dell’Unione vuole vivere accanto alla squadra per spingere i Leoni verso il traguardo. La storia del Venezia è costellata di veri e propri esodi popolari, momenti in cui la laguna si è spostata in massa verso la terraferma per sostenere la squadra in match decisivi.
Per i tifosi dell’Unione l'esodo per eccellenza è quello del 16 giugno 1991, circa 9.000 tifosi arancioneroverdi, arrivati con tutti i mezzi, invasero il Dino Manuzzi di Cesena per lo spareggio che valeva la Serie B contro il Como.
Il match epico
È la partita della consacrazione della squadra di Alberto Zaccheroni che conquistò la B al termine di un match che divenne epico per il finale. Il Venezia era avanti 2-1, ma per arrivare al traguardo c’era ancora un ostacolo, il rigore assegnato ai lariani con Vincenzi che si presenta del dischetto proprio nel finale.
Istanti di silenzio e tanta paura. Fino alla parata di un portiere “Mitico”, Bosaglia, per una partita diventata leggendaria. Una squadra capace di compiere un’impresa che resterà per sempre nei cuori dei tifosi arancioneroverdi.
La vittoria sotto il diluvio
Il pomeriggio del 3 giugno 2001, allo stadio Bruno Benelli di Ravenna, sotto un diluvio di pioggia, è un fermo immagine indelebile per ogni tifoso lagunare. Fu l'apice di un'annata in cui tutto funzionò alla perfezione.
Il Venezia di Cesare Prandelli vinse 3-0 e festeggiò la promozione A. Una invasione arancioneroverde, si calcola che oltre 4.000 tifosi raggiunsero la Romagna, con un viaggio complicato a causa delle pessime condizioni del tempo, un numero impressionante che trasformò lo stadio ravennate in una succursale del Penzo.
La festa iniziò sugli spalti molto prima del fischio finale. In tempi più recenti, la finale playoff contro la Cremonese ha visto il settore ospiti dello Zini ribollire di passione. Oltre 1.300 tifosi hanno riempito la curva, trasformandolo in una bolgia di sciarpe e cori che ha sovrastato a tratti il tifo di casa.
Nonostante il risultato a reti bianche, quella trasferta ha rappresentato l'apice del legame tra la squadra di Paolo Vanoli e la sua gente e la successiva vittoria al Penzo firmata Gytkjaer ha riportato il Venezia nel calcio che conta, confermando che la tifoseria risponde sempre presente nei momenti che valgono una stagione.
Non ci sono promozioni uguali e se tornare in Serie A rappresenta il massimo dell’esaltazione calcistica, anche risalire dall’inferno dei campionati inferiori o salvarsi all’ultimo respiro hanno regalato emozioni forti.
Un saliscendi costante
Per i sostenitori del Venezia, il calcio non è mai stato un percorso lineare, ma un costante saliscendi tra l'estasi della massima serie e il fango delle categorie inferiori. La storia degli arancioneroverdi è segnata da rinascite e fallimenti societari che hanno forgiato un carattere d'acciaio nella tifoseria.
L'orgoglio e l'appartenenza ai colori non sono mai mancati. Essere tifosi del Venezia significa accettare che la propria squadra sia come la marea: a volte si ritira, a volte travolge tutto, ma la passione resta sempre ormeggiata lì, tra i canali e il Penzo.
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