Stroppa trasmette sempre sensazioni di positività
Nel campionato di B di maggior qualità di sempre, il calcio più bello lo ha giocato la squadra del mister arancioneroverde. Uno che le sensazioni le sa trasmettere.

Nel calcio ci sono momenti in cui le sensazioni diventano concrete, tangibili. Un paradosso, certo. Non c’è niente di più evanescente delle sensazioni. Ed è difficile raccontarle, descriverle. Sono qualcosa di estremamente personale. Se un determinato evento provoca in noi delle sensazioni, non saranno mai vissute e sentite da ciascuno allo stesso modo. Perché poi sono una sorta di anticamera delle emozioni, e quelle, ancora di più, sono del tutto personali, uniche. Prendete il mondiale del 2006 (lo so, toccare il tasto mondiali in questo periodo, provoca brutte sensazioni, provoca rabbia, ma è per farci capire). Chi li ha vissuti in età matura ricorderà bene che da un momento in poi la sensazione comune era che niente e nessuno avrebbe impedito alla Nazionale di diventare campione del mondo.
Difficile, dunque, raccontarle. Ma a Venezia c’è chi riesce a farlo, a trasmettere a tutti la sensazione netta che alla fine le cose andranno come devono andare. È Giovanni Stroppa. Lo so, ci dovrebbe essere la scaramanzia e poi tutto il resto, gli annessi e connessi. Certo. Ma il primo a non tenerne conto è proprio lui, l’artefice di un lavoro e di un percorso che ci hanno portati a questa sensazione di sicurezza. È lui a farcela sentire prima, durante e dopo le partite.
Sabato scorso, quella contro l’Empoli era una gara che poteva portare con sé i tipici trabocchetti che sappiamo, che nel primo tempo avrebbe potuto farci temere che quel pallone alla fine non sarebbe proprio voluto entrare. Succede spesso, ma non è stato così. Ti guardavi intorno e vedevi facce che non avevano alcun dubbio.
Fuori dallo stadio, la sera, non c’era tifoso o tifosa che non avesse almeno un accenno di sorriso, che non canticchiasse, in una sorta di eco diffuso, uno dei tanti cori scanditi dalle due curve, la Nord e la Sud. E pochi avevano voglia di rientrare a casa. I bar di Sant’Elena si sono riempiti, e non per riscaldarsi o per aspettare il deflusso, ma per condividere le sensazioni, la gioia. È il gioco del Venezia a darci questa fiducia, e sta succedendo da mesi, da tante partite giocate imponendo un gioco che in arancioneroverde non si era mai visto. La fiducia che Giovanni Stroppa ci mostra a ogni intervista, a ogni conferenza stampa. E anche quando, per eccesso di sicurezza, appunto, in campo qualcuno commette un errore che può compromettere il risultato, c’è la sensazione che quegli undici laggiù in campo più gli altri in panchina sapranno gestire pure quel momento.
E allora, l’esito finale, non potrà che essere uno. Perché nel campionato di B di maggior qualità di sempre, il calcio più bello lo ha giocato la squadra di Giovanni Stroppa. Uno che le sensazioni le sa trasmettere.
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








