Venezia e il sogno serie A: ecco il precedente da cancellare
Il 10 maggio 2024 il Venezia fu sconfitto per 2-1 a La Spezia e perse la promozione diretta.
Poi la Serie A arrivò lo stesso nella finale playoff contro la Cremonese dell’attuale tecnico Stroppa

L’attesa in laguna è altissima per la sfida di venerdì 1 maggio alle ore 15. Il Venezia affronterà lo Spezia allo stadio Alberto Picco per quella che è a tutti gli effetti la partita dell’anno.
Una vittoria dei ragazzi di Giovanni Stroppa sancirebbe la promozione diretta in Serie A. Una trasferta che riporta alla mente quella giocata 721 giorni fa, sempre in terra ligure. Fu una serata agrodolce per i tifosi lagunari quel 10 maggio 2024: è rimasto impresso come il classico sogno nel cassetto incompiuto, almeno per quanto riguarda la via più breve per andare in paradiso. Si giocava al Picco, ultima giornata di Serie B del campionato 2023-24.
Quel 10 maggio 2024
Lo scenario di quella sera: Como secondo in classifica a 72 punti, Venezia terzo a quota 70. Proprio a causa di questo distacco, gli arancioneroverdi di Paolo Vanoli avevano un’unica combinazione possibile per scavalcare i lariani e ottenere la promozione diretta: vincere contro lo Spezia e sperare che il Como perdesse contro il Cosenza (oppure pareggiasse, dato che il Venezia era in vantaggio negli scontri diretti).
L’illusione con il gol di Jay Idzes aveva effettivamente proiettato il Venezia in paradiso. Per 40 minuti, complice il risultato bloccato di Como, la Serie A diretta era realtà. In quel momento, per la regola degli scontri diretti favorevoli, come detto, i lagunari avevano vinto 3-0 all’andata e perso 2-1 al ritorno, gli arancioneroverdi erano matematicamente secondi.
La rimonta dello Spezia e il contemporaneo pareggio finale del Como poi fissarono la classifica definitiva della regular season a: Como 73 e Venezia 70.
La reazione dello Spezia, che lottava per la sopravvivenza (evitare i playout), fu veemente perché in campo i bianconeri misero una ferocia diversa rispetto agli avversari. I gol di Pio Esposito e Reca ribaltarono il match e gelarono le speranze di Pohjanpalo e compagni.
Il verdetto del Sinigaglia fu pesante da digerire così come la sconfitta netta in terra ligure. Mentre il Venezia cadeva, il Como di Cesc Fabregas (ufficialmente di Roberts all’epoca) strappava quel punto decisivo contro il Cosenza (1-1, con rigore di Verdi) necessario per blindare il secondo posto.
La forza della motivazione
Fu il classico esempio di come le motivazioni – la fame di chi deve salvarsi contro la pressione di chi deve vincere – possano ribaltare ogni pronostico tecnico. Lo Spezia arrivato all’ultima spiaggia, trovò la forza per evitare i playout e mantenere la categoria, trasformando il Picco in una bolgia infernale. Nonostante la delusione di quella serata, bisogna dare atto a Paolo Vanoli che aveva costruito un’identità d’acciaio. Quella sconfitta, però, è stata solo il preludio a un cammino playoff perfetto, culminato nella finale contro la Cremonese proprio di Giovanni Stroppa e nel gol di Gytkjaer che fece esplodere il Penzo.
E oggi
Oggi la situazione è diversa perché il Venezia è padrone del proprio destino rispetto a quel 10 maggio 2024, ma il campo di gioco e l’avversario è lo stesso. Due anni fa, invece, era spettatore impotente del risultato del Como, oggi la prospettiva è diametralmente opposta. Tornare al Picco di La Spezia evoca inevitabilmente i fantasmi di quella serata, ma il contesto psicologico e tecnico è mutato radicalmente.
I meriti sportivi del Venezia, dopo un campionato condotto quasi interamente in testa, parlano chiaro. Mantenere la vetta da gennaio a maggio non è un colpo di fortuna, ma la prova di una solidità strutturale e di una maturità che ha fatto la differenza. Il ricordo di quel 10 maggio 2024 sarà un monito per non abbassare la guardia nemmeno per un secondo. —
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