Pillon bada al sodo «Ci serve un punto da fare ad ogni costo»

VENEZIA. Allo stadio Penzo, Bepi Pillon, ha sofferto una retrocessione, , ma sono trascorsi ormai 14 anni (19 giugno 2004) dalla sfida playout che lo vide coinvolto con il Bari dove aveva sostituito...

VENEZIA. Allo stadio Penzo, Bepi Pillon, ha sofferto una retrocessione, , ma sono trascorsi ormai 14 anni (19 giugno 2004) dalla sfida playout che lo vide coinvolto con il Bari dove aveva sostituito Tardelli, affossato dalle reti di Brellier e di Biancolino in pieno recupero, dopo 1-0 del San Nicola. Altri tempi, seppur sempre in Serie B, stasera, come allora, al Pescara è sufficiente un punto, ma la salvezza potrebbe arrivare anche in caso di sconfitta. Trevigiano di Preganziol, Giuseppe Pillon è stato chiamato al capezzale del Pescara al posto di Zeman, come avviene ormai da qualche stagione, lo scorso anno subentrò ad Alessandria portando i grigi piemontesi alla finale promozione di Lega Pro persa contro il Parma. «Noi non possiamo fare calcoli» ha spiegato Pillon prima di ritornare in Veneto, «il Venezia vorrà vincere perché spera nel quarto posto se il Palermo non passa a Salerno. Noi dobbiamo pensare unicamente alla nostra partita, a quello che dobbiamo fare in campo. A noi serve un punto, bisogna conquistarlo in tutti i modi. La salvezza è nelle nostre mani, senza pensare agli altri». Da giocatore, nella sua regione, ha indossato le maglie di Padova, Giorgione, Treviso e Pro Mogliano, dove ha smesso nel 1992, da allenatore in Veneto ha guidato Salvarosa, Bassano, tre volte il Treviso, portandolo in tre anni dalla Serie D alla Serie B tra il 1994 e il 1997, poi il Padova in due occasioni, infine il Chievo. «I miei giocatori sono concentrati e attenti, come lo richiede una partita del genere». Pillon è subentrato a Zeman il 2 aprile, in otto partite sulla panchina del Pescara ha conquistato 10 punti, adesso tocca al Venezia. «Il Venezia ha una delle migliori difese della Serie B, è una squadra molto compatta in campo, ben organizzata e con un bravo allenatore, concede molto poco all’avversario e riparte con incisività. Noi, però, non siamo una squadra che può andare a Venezia e speculare sul risultato». (m.c.)

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