Domani Mogliano-San Donà Andrea Ceccato, quota 200 «Questo è il mio derby...»

Mestre. A volte il destino si diverte a giocare con le coincidenze, come nei film di Tarantino. Il protagonista di questa storia si chiama Andrea Ceccato, 35 anni, pilone, numero fortunato 200, come le partite che domenica si appresta a timbrare nella massima serie. «Certo che 200 fa davvero impressione» racconta Ceccato. «Adesso però conta solo questa partita, per le emozioni ci sarà tempo dopo il fischio finale». Punti-classifica pesantissimi, quelli in palio nel derby del Quaggia: da un lato il "suo" Lafert San Donà impegnato in una risalita che non consente passi falsi, dall'altro i padroni di casa del Mogliano reduci da quattro sconfitte consecutive. «Dopo la Benetton, Mogliano è stata per me la prima scelta ed una seconda famiglia» prosegue Ceccato, formazione alla Tarvisium di Ino Pizzolato. «Il mio esordio tra i Seniores nel 2005 con Treviso: flanker in Heineken Cup, contro i London Wasps. Di fronte avevo Lawrence Dallaglio». Tra scudetti e Coppa dei Campioni, anni molto intensi, poi l’avvento della Celtic League, e le carte in tavola che cambiano. «Avevo 24 anni, e la prospettiva di giocare con poca regolarità mi ha convinto a cercarmi un’altra squadra, anche se ad un livello inferiore. Con il Mogliano ci siamo capiti al volo, e lì è partita un’avventura bellissima». Sei campionati, una crescita continua, lo scudetto nel 2013, legami sportivi ed umani destinati a durare per sempre. «Come ho detto, una seconda famiglia: un allenatore come Casellato, assieme a Craig Green e a Franco Smith uno dei tre che mi hanno reso il giocatore che sono, e poi compagni di spogliatoio e di vita come Meggetto e Gianesini, ma era tutto l’ambiente ad essere perfetto per il mio modo di vedere il rugby». Di fronte, coincidenze su coincidenze, domani lo aspettano il fratello e l'avversario peggiore: «In prima linea io gioco a sinistra, Nicolò a destra, all'ingaggio sarà una battaglia nella battaglia». E poi lui, l’Avversario con la A maiuscola: «Prima compagni di squadra a Treviso, poi una vita contro dopo il suo passaggio a Calvisano: lui conosceva me, io lui, non ci siamo mai risparmiati». Quell'avversario siede ora da capo-allenatore dall’altra parte, si chiama Salvatore Costanzo, e farà di tutto per rovinargli la festa. «Nessun problema, il rugby è questo. Ce la racconteremo a fine partita, noi di sicuro questo derby lo vogliamo vincere». —

Gianluca Galzerano

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