Confederations Cup: Prandelli & Zaccheroni, una vittoria del Venezia

VENEZIA. Riservato per quelli che l’altra notte si sono piazzati sul divano per vedersi in tivù Italia-Giappone: stavate con Prandelli o con Zaccheroni? Privilegio del popolo arancioneroverde, vedere una partita internazionale e non sapere per quale c.t. fare il tifo, visto che tutti e due sono due grandi ex del Venezia, due allenatori che hanno lasciato un segno nella storia recente della squadra, due allenatori che oltrettutto al “Penzo” hanno vinto un campionato, o meglio, hanno centrato una promozione. Bello, a fine partita, il fair play, autentico, qualità sincera di questi due “signori” della panchina. Cesare e Alberto si sono abbracciati e sussurrati qualcosa, sulla difensiva contro le intromissioni delle telecamere che scrutano il labiale. Qualche attimo, chiuso con un sorriso e un arrivederci. Potrebbero essersi detti “meno male che né a capo della tua, nè a capo della mia federazione c’è Zamparini, altrimenti non saremmo qui a ricostruire il piacere di amare il calcio per tanta gente”.
Italia - Giappone 4-3, stesso risultato della sfida con la Germania nel 1970, ma partita un po’ diversa. Zaccheroni ha perso, Prandelli ha vinto ma l’Italia ha giocato male, ecco perchè è meglio che Zamparini non c’entri. Anche perchè i due tecnici, oggi di livello mondiale, protagonisti di un lavoro straordinario, dopo la gloria qui in laguna hanno conosciuto anche l’onta del benservito. Zaccheroni due volte, esonerato e richiamato, anni 1992 e 1993, dopo il rapido atto di dolore del presidente; Prandelli nel 2000, dopo una promozione in serie A sofferta e un impatto difficile nel massimo campionato, stroncato alla quinta sconfitta (a Firenze, per chi ha memoria) in cinque partite.
Due tecnici che pur in un pianeta di dimensioni diverse hanno sempre una parola, un buon ricordo, un saluto da mandare a un amico, quando parlano dei tempi di Venezia. Piazza che, nonostante le impennate del presidente, a loro ha anche dato molto, forse li ha consacrati tecnici di prima fascia. L’altra notte ha vinto Cesare Prandelli, e allora viva l’Italia, ma del Giappone siamo tutti un po’ tifosi: per merito di Zac, certo, ma anche per merito dei fotografi e delle giornaliste che lavoravano con noi ai tempi di Nanami. Persone che quanto a cultura sportiva e buona educazione possono insegnare molto in Italia.
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