Bellotto: «Ragusa addio, così non si fa»

CAMPOSAMPIERO. La sfida siciliana di Gianfranco Bellotto è durata un mese: il 29 agosto ha accettato di scendere in serie D per pilotare il Ragusa al posto dell’esonerato Antonio Germano, l’altro ieri, lunedì 30 settembre, il tecnico padovano ha rassegnato le dimissioni all’indomani della sconfitta casalinga contro il Città di Messina, che sono state accettate dal presidente Enzo Vito. Bellotto è salito sull’aereo per Tessera e in serata era già sui banchi della Giunta a Camposampiero. «Non ho lasciato Ragusa a causa dei risultati non ottimali» racconta l’ex tecnico di Mestre, Giorgione, Venezia, Treviso e Vicenza, tanto per rimanere solo in Veneto, «ma perché non sono state mantenute le promesse di rinforzare la squadra per fare un campionato dignitoso. Non avevo chiesto la luna: un attaccante che sapesse tener palla per far risalire la squadra, un centrocampista che sapesse dare i tempi e due difensori di categoria. Richieste che erano state avallate dai dirigenti del Ragusa. Ho atteso un mese, non vedendo alcuna risposta concreta, ho deciso di ritornare a casa».
Gianfranco Bellotto, 64 anni compiuti il 2 luglio, è tornato in panchina a Ragusa a cinque anni dall’ultima esperienza vissuta a Novara, quando era subentrato in serie C/1 a stagione in corso. «Volevo rimettermi in discussione, senza fare calcoli di categoria o pensare che la Sicilia è troppo lontana da casa. Il progetto del Ragusa era accattivante, mi aveva coinvolto dopo averci riflettuto un po’, ma soprattutto volevo capire se ero ancora in grado di allenare. Beh, sarò stato solo un mese sul campo, ma le risposte sono state positive. Posso ancora allenare a ottimi livelli, il campo è ancora la mia vita, quindi mi sento pronto per un’altra chiamata. Mi sono fatto raggiungere a Ragusa da mia moglie, volevo che vivesse in prima persona questa nuova esperienza. Mi ha detto che non mi aveva mai visto tanto felice a fare l’allenatore». Il sogno, purtroppo, è durato un mese. «Mi è dispiaciuto lasciare una bellissima città come Ragusa, tifosi appassionati nonostante i risultati non buoni, però non potevo aspettare oltre non vedendo risposte alle mie richieste». Domenica il Ragusa è stato sconfitto in casa dal Messina (2-3), quarto stop consecutivo nelle prime cinque partite di campionato nel girone I, inaugurato con il pari casalingo (2-2) contro la Battipagliese. «Avrei lasciato qualunque fosse stato il risultato contro il Messina» conclude Bellotto, «se non potrò ritornare in tempi brevi in panchina, continuerò ad aggiornarmi, a vedere partite. Da questa esperienza a Ragusa, breve quanto si vuole, ho capito che posso dare ancora molto al calcio, ma sul campo però, da allenatore».
Intanto, a Camposampiero, ha ripreso il suo ruolo di assessore allo Sport.
Michele Contessa
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