Bassino: «Olimpiadi mondo a parte Il livello è altissimo nel gigante»
l’intervista
Marta Bassino sbarca oggi a Pechino. La bolla sanitaria la metterà sul bus con destinazione villaggio olimpico a Yanging, il sobborgo montuoso a 90 chilometri dalla capitale che ospiterà le gare dello sci alpino. Il programma dei Giochi manda subito in scena la squadra italiana. Si parte con la discesa uomini (domenica alle 4 italiane) e poi lunedì sarà la volta del gigante donne (alle 3, 15 la prima manche e alle 6, 45 la seconda). Dopo l’oro ai Mondiali di Cortina nel gigante parallelo e la coppa del mondo di gigante, la Bassino, 25 anni di Borgo San Dalmazzo, è una delle protagoniste più attese. Leggera e sorridente, grazie anche alla meditazione («ha consolidato la mia fiducia e ridotto i miei stati di ansia»), l’azzurra che dipinge curve perfette racconta la sua vigilia di sogni e certezze.
Marta, è pronta?
«Sì. Non vedo l’ora di essere in pista. I Giochi sono una passione, spero di godermi il momento, seguendo la mia filosofia, “vivi ogni istante e cogli ogni opportunità”. Detto questo, le Olimpiadi sono un mondo a parte. Questa in particolare».
E la bolla?
«Pesante. Abbiamo già vissuto così in Coppa del mondo, nei giorni che hanno preceduto la partenza. Faticoso, stressante. Il Covid ci ha costrette a stare molto da sole, isolate. Per sicurezza abbiamo viaggiato, cenato e dormito in camere separate. Ci vedevamo solo in pista. Un sacrificio necessario per arrivare a Pechino».
Che differenza c’è con l’esperienza del 2018 in Corea?
«Non sai mai cosa aspettarti, l’ho sperimentato proprio in Corea. Devi essere pronta ad adeguarti alle condizioni e alle situazioni. Ma adesso, quattro anni dopo, sono molto più consapevole, vivo il momento così com’è, senza turbarmi».
Cosa servirà per conquistare una medaglia?
«La giornata perfetta. Ogni pezzo deve incastrarsi nel posto giusto. Fisicamente sto bene e sono migliorata dal punto di vista tecnico. A inizio stagione facevo fatica a sciare, a trovare scioltezza e fluidità. Adesso mi sento di nuovo a mio agio e sono fiduciosa».
Oltre al gigante qual è il suo programma in Cina?
«Farò supergigante, la combinata e il team event. Probabilmente anche lo slalom, vedremo. Insomma, il programma sarà intenso».
Le rivali più pericolose?
«La svedese Hector è in grandissima forma, la Shiffrin è una certezza e poi c’è la francese Worley. Il livello è molto alto, sarà una battaglia».
Lei è una giocatrice di tennis, ha seguito la telenovela di Djokovic agli Australian Open?
«Beh, giocatrice è esagerato. Lo inserisco nella preparazione perché il lavoro fatto sul campo mi fa alzare i battiti. E sulla vicenda di Nole le dico che mi ha stufato. Si vaccini, le regole sono regole e vanno rispettate. Per fortuna Nadal, che ha confermato di essere un grande, ad un certo punto ha stoppato le domande sull’argomento».
Per chi tifa?
«Per Sinner. È italiano, bello e molto deciso. Ha voglia di crescere e lavora sodo. Un’immagine edificante per il movimento sportivo azzurro. E poi da ragazzino lui sciava».
Marta, ha anche girato un docufilm.
«Sì, scritto per Salomon che mi fornisce i materiali. Racconta la mia vita sportiva, la mia famiglia, il mio mondo. È stato divertente».
Altre passioni?
«La lettura. Adoro sprofondare nelle pagine di un libro. L’ultimo letto è “Il ballo delle pazze” un libricino che svela i misteri di un ospedale psichiatrico a Parigi. Curioso, adoro i racconti delle donne perché sono introspettivi».
E il balletto con l’azzurra Pirovano?
«Mi carica, ridiamo tanto. Con Laura ho grande feeling, questo momento è utilissimo anche perché è “allenante” ».
Sofia Goggia, alle prese con il recupero dall’infortunio al ginocchio sinistro, ce la farà a gareggiare in discesa?
«Sta lavorando per essere al cancelletto. Se si mette in testa una cosa, lei lavora per raggiungerla e quasi sempre ci riesce». —
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