Tecnologia e sanità: come la telemedicina cambia l’assistenza ai pazienti anziani
L’esperienza parte dall’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. L’indagine, pubblicata sul Journal of the American Medical Directors Association, mostra i risultati del team guidato da Andrea Rossi: «È uno strumento concreto di continuità assistenziale»

Cure a distanza, monitoraggi digitali e supporto online: la telemedicina sbarca a Treviso con i primi risultati. Un calo del 78% del rischio di riospedalizzazione a 12 mesi, una riduzione del 64% della mortalità a un anno e del 77% a due anni, grazie all'utilizzo della telemedicina per la qualità della vita dei pazienti anziani più fragili.
L'efficacia di questo approccio è certificata da uno studio condotto dalla Geriatria dell'ospedale Ca' Foncello e pubblicato sul Journal of the American Medical Directors Association, rivista internazionale di medicina geriatrica e cura a lungo termine.
L'indagine, condotta dal team guidato dal primario Andrea Rossi, ha coinvolto 120 pazienti con un'età media di 89 anni, dimessi dopo un ricovero per scompenso cardiaco.
Il programma di telemedicina è attivo a Treviso dal 2023. L'analisi clinica ha evidenziato il beneficio del modello: un percorso multidisciplinare integrato che unisce controlli a distanza, contatti telefonici, video consulti medici, ottimizzazione delle terapie farmacologiche ed educazione del paziente.
«Il dato più importante - spiega Rossi - è che questo modello dimostra come la telemedicina possa diventare uno strumento concreto di continuità assistenziale anche nei pazienti molto anziani e fragili. Non si tratta soltanto di utilizzare la tecnologia, ma di costruire un percorso strutturato e multidisciplinare di presa in carico dopo la dimissione».
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