Bimbo di Cittadella, affidamento condiviso
CITTADELLA. Sentenza ribaltata. Il bambino conteso di Cittadella viene “collocato” dal padre, ma nella sostanza starà per metà mese con il papà e per l’altra metà con la mamma. In pratica è un “collocamento alternato”. Lo ha stabilito la Corte d’Appello di Brescia ribaltando in parte il pronunciamento di marzo della Cassazione che aveva affidato il bambino alla madre.
«La decisione della Corte d'Appello di Brescia non cambia la sostanza: l'unica variazione è che da venerdì scorso i tempi di affido sono di fatto uguali tra me ed il mio ex marito. Sta di fatto che la decisione dei giudici di Brescia fa diventare il mio bambino un pacco postale. Mi auguravo il bimbo venisse sentito per capire quale fosse la sua volontà, ma così non è stato».
A parlare è la mamma del bimbo di 10 anni, la cui vicenda è rimbalzata sulla cronaca nazionale per la contesa dell'affidamento. Il caso era scoppiato a ottobre, quando nella scuola elementare di Cittadella frequentata dal ragazzino, le forze dell'ordine erano intervenute per prelevarlo e consegnarlo al papà, che ne ha la potestà genitoriale esclusiva. A deciderlo era stata la Corte d'Appello di Venezia.
Il blitz era stato però ripreso dalla zia materna, che con la sua telecamera aveva registrato quegli istanti drammatici: un video choccante che ha fatto grande scalpore, dove si vedeva il ragazzino trascinato per braccia e piedi e fatto salire a forza in macchina. L'episodio era stato al centro anche del dibattito politico.
Un paio di mesi fa, la decisione della Corte di Appello di Brescia aveva riportato il ragazzino a vivere con la madre a Cittadella, allontanandolo dalla casa famiglia di Padova dove aveva trascorso gli ultimi cinque mesi. La Corte lombarda non aveva riconosciuto fondata scientificamente la Sindrome da alienazione parentale (Pas) che invece per il collegio veneziano era alla base della decisione. La madre si aspettava un pieno riconoscimento delle sue ragioni ed invece così non è stato.
«I giudici di Brescia hanno optato per la misura dell'affidamento condiviso, molto di moda in questo momento», spiega la donna, «Legalmente è dei Servizi Sociali di Padova, ma mio figlio starà al 50% con me e al 50% con il padre. Aumenta quindi il tempo che trascorrerà col papà, con il quale ha riallacciato un rapporto; prima il 70% del tempo lo trascorreva a Cittadella, mentre il restante 30% era col padre con il quale stava a fine settimana alterni. Lo stesso per il periodo delle vacanze. Il calendario ora è molto variabile e così si trova ad essere portato da Cittadella a Padova e viceversa, anche per un solo giorno: dovrò fargli capire che adesso passerà più giorni con il padre. È grande e capirà. I giudici hanno detto che avrà due case.La potestà genitoriale», prosegue la mamma di Cittadella, «ce l'ha il padre. Per ottenerla dovrò fare un procedimento a parte, ma i tempi decisionali sono piuttosto lunghi. Per quanto riguarda la scuola, è il papà che ha la possibilità di scegliere quale istituto il bambino possa frequentare».
Dopo i mesi trascorsi nella Casa famiglia padovana, il piccolo era tornato a frequentare la scuola elementare che si trova a pochi passi dalla sua abitazione: «Era felicissimo di tornare a studiare con i suoi compagni con cui aveva condiviso cinque anni», racconta la madre, «Il papà non ha però permesso che il bimbo terminasse il quinto anno a Cittadella, così da fine aprile lo accompagno ogni mattina a Padova e al pomeriggio a riaccompagnarlo è il mio ex marito».
E le medie? «Per la scuola media spero il padre voglia esaudire i desideri del figlio che non ha mai perso i contatti con i compagni cittadellesi. Non ho mai detto che non deve stare con il padre, ma non in questo modo. Non si ripeteranno scene simili a quelle accadute ad ottobre”, assicura la mamma, “Entrambi vogliamo il bene del bambino, la sua tranquillità viene prima di tutto».
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