Allarme risse e maranza: zone rosse in spiaggia e più controlli a Venezia
Il prefetto Pellos: «Comportamenti anomali diffusi, agire sul disagio giovanile». I provvedimenti confermati a partire da venerdì 12 giugno

Risse violente tra minori e aggressioni fuori dai locali causate da abuso di alcol e stupefacenti in aumento, un fenomeno che desta preoccupazione sociale e rispetto al quale la prefettura di Venezia ha deciso di intervenire con forza, aumentando i controlli e tornando a confermare le zone rosse nelle località balneari, a Jesolo e Chioggia.
«I comportamenti anomali sono sempre più diffusi e noi cerchiamo di contrastarli mediante il presidio del territorio dato dalla presenza delle forze dell’ordine» ha sottolineato il prefetto Darco Pellos, che mercoledì 10 giugno ha riunito la Conferenza regionale delle autorità di pubblica sicurezza, che ha visto attorno a un tavolo i massimi esponenti venetiche si occupano proprio di sicurezza. A margine, rispondendo alle domande dei giornalisti, è tornato ad accendere i riflettori sugli ultimi episodi di risse e aggressioni che hanno visto protagoniste le località balneari, da Jesolo – regina della movida notturna – a Chioggia, regine e dove convergono giovanissimi di tutto il Veneto.
«Facciamo il punto con tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine della regione, per riferire dello stato dell’arte sotto il profilo della sicurezza di carattere generale e mettere in contatto le istituzioni che si occupano di sicurezza della regione». Alla domanda se le risse e i fenomeni di violenza sono aumentati, Pellos ha risposto in modo affermativo: «Sono sempre più diffusi dei comportamenti anomali». Che vanno contrastati con il presidio del territorio.
Appello a famiglie e scuola
Cause? «Sono comportamenti che sono degenerati e non sono attribuibili specificamente a un motivo solo ma a una serie di concause che originano dal disagio giovanile, alla capacità di essere inseriti in un determinato tipo di gruppi, talvolta all’uso smodato di sostanze alcoliche, o altre sostanze. E poi c’entra il divertimento, l’educazione, la situazione familiare, la situazione della scuola. Per affrontare il disagio giovanile, l’impegno più grande è rivolto proprio alle famiglie e alla scuola: fare scuole bellissime è la soluzione migliore per trattare questo tipo di temi».
Quanto conta l’uso smodato di alcol? «Molti dei comportamenti più disagiati sono determinati da un abuso di alcol, talvolta anche da comportamenti dei gestori dei luoghi di ricreazione che vanno osservati, ma collaboriamo anche con queste categorie per raggiungere un livello di sicurezza che sia adeguato».
Un tema che sta particolarmente a cuore alla Prefettura di Venezia, che proprio in questo senso sta facendo un importante lavoro con i locali e le categorie, per fare in modo che siano sempre più responsabili.
Zone rosse
Saranno nuovamente confermate a partire da venerdì 12 giugno, giovedì 11 è in programma un Cosp. «Le zone rosse sono una delle risposte per trattare questo genere di temi: nell’ordine e la sicurezza pubblica non esiste una riposta unica, ma una risposta che deve essere data dal sistema – agenzie educative, scuola, famiglia e società civile organizzazioni, corpi intermedi – e noi che ci occupiamo di sicurezza possiamo dare questa risposta che ha carattere di prevenzione e non di repressione». Il prefetto di Venezia ha annunciato che le zone rosse, che finora si sono dimostrate, come ha ripetuto in più di una occasione efficaci, saranno confermate.
«Per venerdì adotteremo provvedimenti che riguarderanno Venezia, Mestre e Marghera, e poi Chioggia e Jesolo, come è stato richiesto dai rispettivi sindaci».
Si tratta delle zone più calde, quelle dove è maggiore il dispositivo di forze in campo.
Venezia centro storico, presa d’assalto dai turisti di tutto il mondo, che in questi giorni è stata messa alla prova da episodi legati a persone che hanno fatto un uso smodato di sostanze, come il milanese che è scivolato dal Ponte della Libertà dopo aver assunto stupefacenti. Il fenomeno dei borseggiatori, degli scatolettisti, degli abusivi. Mestre, da dove passa un importante flusso di droga. E poi il litorale veneziano e le zone balneari, dove convergono i turisti veneti. Sul fronte delle attività di prevenzione, è stata dunque condivisa l'efficacia dell'attivazione delle "zone rosse", che hanno consentito di assicurare alla collettività la piena fruizione degli spazi pubblici cittadini, in condizioni di sicurezza, attraverso un ulteriore rafforzamento della presenza delle Forze di Polizia e delle Polizie Locali. Alla domanda secca, se Venezia e Jesolo siano sicure all’interno del panorama italiano, Pellos non ha dubbi: «Lo sono».
La stessa cosa vale per le forze dell’ordine in campo. «Una cosa è l’interpretazione soggettiva, un’altra quella oggettiva, sul territorio le forze dell’ordine ci sono e la dimostrazione è data dalla capacità di intervenire immediatamente in tutti i casi in cui si sono verificati dei disagi, Jesolo è l’esempio di quanto di più efficace si possa fare. Anche gli ultimi episodi sono stati immediatamente contrastati dalle forze dell’ordine e i soggetti sono stati subito individuati, quindi è una lamentela che recepiamo ma non riscontriamo».
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