Anziana trovata con topi in casa, bloccata l’assistenza domiciliare
Il caso in via Vallenari a Mestre. La donna ha 82 anni ed è allettata, era seguita dalla Fondazione di Venezia: «Ho bisogno di aiuto, non so più come fare». La replica: «Importanti carenze igieniche in casa»

La signora L. risponde al cellulare dal letto della sua casa in via Vallenari, a Mestre. «Ho bisogno d’aiuto per la mia igiene, non so più cosa fare». Ha ottantadue anni, è allettata, vive con il marito ultraottantenne e con problemi di alcolismo e una serie di strascichi sulla salute. Da due anni poteva contare sul supporto dell’assistenza domiciliare della Fondazione di Venezia, che eroga il servizio per conto del Comune, con gli operatori sociosanitari che andavano ad aiutarla due volte al giorno. Nonostante le difficoltà, anche abitative ed economiche, lei e il marito avevano trovato un loro equilibrio.
Finché il loro cane non è morto di Leptospirosi, una malattia infettiva trasmessa dai topi. Allora, per ragioni di sicurezza, il servizio è stato interrotto in modo da evitare eventuali contagi per gli oss. Ma anche quando i due coniugi sono risultati negativi al test, la Fondazione non l’ha più riattivato.
Sono passati quasi due mesi e L. ce la fa solo grazie a un vicino di casa che si è preso a cuore la sua situazione e quasi ogni giorno va ad aiutarla con la sua igiene personale.
«I servizi sociali», racconta l’anziana, «mi hanno detto di andare in casa di riposo, ma io voglio morire qui, quando sarà il momento.
E, comunque, non potrei permettermi la retta». A spiegare il motivo dello stop del servizio domiciliare, è la direttrice della Fondazione, Jessica Morosini: «Sono state riscontrate importanti carenze igieniche della casa, quindi non possiamo mandare i nostri operatori».
A far scattare l’allarme igienico, dei topi trovati in casa, entrati sicuramente dal giardino, visto che l’appartamento è al piano terra. Un caso limite, in cui un nucleo familiare fragile, già seguito dai servizi sociali, viene lasciato indietro proprio per le sue stesse fragilità. La Fondazione ha spiegato anche che verrà coinvolta sia l’Usl che Veritas, oltre all’ufficio igiene del Comune, per ripristinare le condizioni igieniche necessarie per poter inviare gli oss a domicilio dalla signora.
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








