L’arte della calzatura italiana si candida a patrimonio Unesco

Ceolini (Assocalzaturifici): «Promuovere le competenze tecniche, la creatività

l’identità territoriale e la capacità di innovazione che ci caratterizzano»

Nicola Brillo
Addette al settore calzaturiero
Addette al settore calzaturiero

L'arte della calzatura italiana si candida ad entrare nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. La richiesta arriva dal mondo imprenditoriale italiano del settore, che ha nella Riviera del Brenta la sua punta di diamante.

Il comitato promotore, guidato da Giovanna Ceolini (presidente di Assocalzaturifici), ha avviato il percorso del primo progetto di candidatura del comparto moda e lifestyle italiano.

L’iniziativa vede la partecipazione di Assocalzaturifici, Museimpresa, Cercal e il Politecnico Calzaturiero di Vigonza per riconoscere, valorizzare e trasmettere alle future generazioni uno dei patrimoni più rappresentativi del Made in Italy.

Promosso con il sostegno del ministero delle Imprese e del Made in Italy, il progetto rappresenta un’iniziativa di sistema che coinvolge il mondo dell’impresa, della formazione, della cultura e della ricerca con l’obiettivo di costruire un percorso condiviso capace di valorizzare la cultura manifatturiera, economica e sociale di un settore importante del Paese.

«La candidatura Unesco nasce dalla volontà di riconoscere e valorizzare un patrimonio che appartiene all’intero Paese» spiega Giovanna Ceolini, presidente di Assocalzaturifici e del comitato promotore.

«La calzatura italiana è espressione di una cultura del fare che unisce competenze tecniche, creatività, identità territoriale e capacità di innovazione. Attraverso questo percorso vogliamo affermare il valore culturale del nostro saper fare e rafforzare l’impegno verso la sua trasmissione alle nuove generazioni».

Se l'iniziativa dovesse andare a buon fine, l’arte della calzatura italiana sarebbe la prima al mondo ad ottenere il riconoscimento Unesco visto che, al momento, tali riconoscimenti sono connessi solo a produzioni tessili, ma non alla calzatura.

Questa mattina, 11 giugno, nel Salone degli Arazzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy, sarà ufficializzato il comitato promotore per la salvaguardia e la valorizzazione dell’Arte della Calzatura Italiana, organismo che guiderà il percorso di candidatura con il coinvolgimento delle comunità dei praticanti, ovvero di tutte le donne e di tutti gli uomini che attraverso il loro lavoro quotidiano trasmettono le conoscenze e i valori identitari legati a questo saper fare tradizionale.

L’apertura dei lavori prevede, alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, la firma dell’atto costitutivo del comitato promotore da parte della presidente Giovanna Ceolini, Antonio Calabrò e Marco Amato per Museimpresa, Serena Musolesi per Cercal e Alice Marcato per il Politecnico Calzaturiero.

Saranno presenti inoltre i rappresentanti delle istituzioni, del mondo della cultura, della formazione e dell’industria per riflettere sul valore dell’Arte della Calzatura Italiana come espressione di cultura, memoria e identità.

La candidatura nasce dalla consapevolezza che la calzatura italiana non rappresenta soltanto una filiera d’eccellenza riconosciuta nel mondo, ma un patrimonio culturale vivo, costruito nel tempo attraverso il lavoro, le competenze e la passione di generazioni di imprenditori, tecnici, designer e formatori.

Un patrimonio che continua a evolversi grazie alla capacità di coniugare tradizione e innovazione, creatività e competenza manifatturiera, qualità e ricerca.

Fare scarpe in Italia significa custodire e salvaguardare un sapere distintivo che affonda le proprie radici nei territori e nelle comunità produttive del Paese.

Significa preservare una cultura del fare che ha contribuito a costruire l’identità manifatturiera italiana e a rendere il Made in Italy sinonimo di eccellenza nel mondo.

È questo patrimonio immateriale, fatto di tecniche, processi, conoscenze, linguaggi professionali e valori condivisi, che il progetto intende tutelare e valorizzare attraverso il percorso Unesco.

 

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