Zaia salva Venezia: avrà un ospedale di serie A

Sanità. La rassicurazione del presidente della Regione: «Abbiamo modificato il Piano». Per la città lagunare ci saranno risorse aggiuntive

di Alberto Vitucci

«Venezia avrà il suo ospedale di serie A. L’ho assicurato al sindaco Orsoni, e ho una parola sola: il Piano sanitario regionale è già stato modificato in questo senso». Il presidente della Regione Luca Zaia si fa serio: «Ma davvero pensavate che avremmo lasciato il capoluogo della nostra regione, città unica che accoglie ogni anno 20 milioni di turisti, senza servizi sanitari all’altezza?». La battaglia dei comitati e il pronunciamento unanime del Consiglio comunale in difesa della sanità veneziana ha già ottenuto un risultato. Anche se Zaia assicura che «non ce n’era bisogno, che tutto era deciso». E spiega: «Forse qualcuno aveva letto nelle linee generali del Piano l’intenzione di depotenziare l’Ospedale civile. Ma questa volontà non c’è mai stata. Riteniamo giusto dare alla città d’acqua un ospedale efficiente, all’altezza di quello che la città chiede e merita». Dichiarazioni prenatalizie per tenersi buoni i veneziani? Niente affatto, si inalbera il presidente. E cita il nuovo testo del Piano che adesso dovrà andare in commissione. «Il primo punto è che Venezia è l’unica città esplicitamente citata nel documento. Che dovrà mantenere i suoi servizi attuali e contare su finanziamenti adeguati». L’ipotesi è quella di concedere agli abitanti di Venezia e isole una quota aggiuntiva di finanziamenti annuali legati alla specialità, alle difficoltà dei collegamenti, alle malattie e alla popolazione anziana. In questo modo le necessità effettive dei cittadini veneziani andranno aiutate, dicono i funzionari dell’assessorato. Ovviamente, continuano, «sarà necessaria una rendicontazione precisa delle spese aggiuntive». Servizi sul territorio, insomma, e non finanziamenti a pioggia destinati a finire nel calderone degli investimenti dell’Asl.

L’altra buona notizia è che la Regione ha autorizzato già da qualche mese l’assunzione dei nuovi primari dopo che i dirigenti di Cardiologìa (Gabriele Risica), Oculistica (Giancarlo Caprioglio) e Anatomia patologica (Sergio La Fisca)sono andati in pensione. Ora l’Asl 12 bandirà i nuovi concorsi. E’ una delle risposte date ai comitati che protestavano per il «depotenziamento» dell’offerta sanitaria e l’unificazione dei reparti, con i primari a scavalco. «Sono in corso a Venezia anche lavori per la realizzazione di nuovi padiglioni», dice il presidente Zaia, «e nel 2013 l’ospedale dovrebbe avere strutture moderne in linea con gli standard». Dunque, tutto fuorché la volontà di «abbandonare» Venezia. La quota aggiuntiva, che potrebbe significare un finanziamento nell’ordine dei 20-30 milioni di euro, potrebbe aiutare a colmare le difficoltà di bilancio e rilanciare una sanità sempre più in difficoltà, anche dopo l’apertura del nuovo Ospedale dell’Angelo.

Non significa che tra Regione, Comune e Asl tutto da oggi in poi filerà liscio. Il mandato di Antonio Padoan, direttore generale dell’Asl nominato da Giancarlo Galan, scade il 31 dicembre del 2012. Durante il suo mandato è stato inaugurato il nuovo Ospedale dell’Angelo, venduti l’Ospedale al Mare e l’isola della Grazia, lanciate diverse operazioni con il sistema del project financing. Una procedura che la Regione ha ora contestato per gli alti costi di gestione gli interessi bancari che ogni anno si pagano al privato. La partita del nuovo direttore generale dunque sta sullo sfondo. Ma intanto Zaia e Orsoni, che pur appartenendo a schieramenti diversi vanno discretamente d’accordo, hanno stretto un patto per salvare ciò che resta dei servizi sanitari della città storica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia