Cannaregio, dopo 46 anni i titolari cedono la ferramenta: «Non ce la facciamo più»
Diciannove mila articoli e tre magazzini per 250 metri quadrati: Massimo Lancerotti e Carla Cargnini cercano chi possa raccogliere il testimone: «Se non arriverà un acquirente entro fine anno, partirà la svendita totale»

«Siamo pensionati da tre anni, mia moglie ed io. I due dipendenti che avevamo non se la sentivano di rilevare. Siamo in ballo dodici ore al giorno, come minimo, non vediamo alternative a cedere l’attività».
Da quando Massimo Lancerotti, 66 anni, e Carla Cargnini, di 65, hanno appeso i cartelli “cedesi attività”, in Calle Larga Giacinto Gallino non si parla d’altro. Novanta metri quadrati di ferramenta per 19.000 articoli in vendita, con focus restauro conservativo.
Era il 1980 quando Lancerotti ha rilevato la bottega al civico al 5399/A di Cannaregio, dal 1936 negozio di colori. «Fino ad ora non si è fatto avanti nessuno di interessato a proseguire nell’attività», racconta il titolare. Una frase che suona come un’epigrafe e pesa quanto una sentenza in una città come Venezia.
«Nessuno si è fatto avanti»
«Un paio d’anni fa ci siamo appoggiati prima a una, poi a tre agenzie immobiliare, perché ci aiutassero a ripiazzare la ferramenta», ricostruisce, «senza trovare nel frattempo dipendenti che sopperissero all’assenza di chi se ne era andato, né acquirenti». Strano ma vero. Nonostante gli affari vadano a gonfie vele e l’insegna si sia guadagnata un posto nel panorama veneziano. Restauro conservativo, si diceva. L’expertise Lancerotti è rinomata in centro storico tra le ditte di settore. Ma poi ci sono i casalinghi, i prodotti per la nautica.
«Le forze non sono più quelle di una volta», decreta Lancerotti, che scandisce: «Mi sveglio alle 5, e sì che abito qui dietro. Oltre orario di chiusura, mi fermo a fare le fatture. Nonostante siamo rimasti solo in due, nell’ultimo anno il fatturato è cresciuto. Il negozio lavora bene ma siamo esausti. Quando si è sparsa la voce, i clienti privati e le ditte che riforniamo quotidianamente ci hanno chiesto: “Come faremo senza di voi? ”».
Verso la svendita totale
Il piano è il seguente. Se entro fine anno non si farà avanti nessuno, dopo le ferie, e conclusa la stagione in cui cade di norma la manutenzione delle barche, per cui la ferramenta ha già ordinato il necessaire, parte la svendita totale. «Abbiamo tre magazzini in zona, circa 250 metri quadrati in tutto, zeppi di merce. Terremo aperto per i mesi necessari a smaltire il più possibile le scorte», dice il titolare, «poi andremo in pensione veramente. L’alternativa è mantenere questi ritmi, e tirare le cuoia. Ho lavorato 46 anni qui, e prima altri due anni altrove».
Le due figlie hanno preso strade diverse. Turismo una e cooperazione internazionale l’altra. «Purtroppo», aggiunge amaro Lancerotti, «come mia moglie ben sa, in questo ambiente le donne sono oltretutto poco considerate: in 46 anni che lavoriamo assieme, ho ancora clienti che si rivolgono preferibilmente a me». Tra gli scaffali, reagenti chimici, pulitori per il marmo, carrelli per la spesa, cime da barca.
«Nel tempo», chiosa lo storico titolare, «ci siamo specializzati in un settore che si è rivelato vincente. Ci hanno preso a riferimento le ditte più grosse, quando lavorano in centro storico e hanno bisogno di prodotti specifici con urgenza». A meno di colpi di scena, anche loro dovranno farsi una ragione.
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