Conservatorio di Venezia, Chiara Staibano nuova direttrice: «Cohousing e ricerca tra le priorità»
Prima donna alla guida del Benedetto Marcello in 150 anni di storia, Staibano traccia le sfide del mandato triennale: «Contrastare il caro affitti per gli studenti, rafforzare l’internazionalizzazione e valorizzare la ricerca musicale»

«La prima donna a ricoprire questo incarico nella storia dell’Istituzione, ma non una prima donna». Lo dice con garbata ironia, la nuova direttrice del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, Chiara Staibano. Eletta dal corpo docente, dal 1 novembre è subentrata a Roberto Gottipavero (di cui era vice) alla guida della scuola che quest’anno compie 150 anni.
Il co-housing come prima risposta al caro affitti, «ancora troppo respingente per chi sceglie di formarsi a Venezia»; l’internazionalizzazione, «da coltivare nella composizione studentesca»; la ricerca da valorizzare, «forti dei corsi di dottorato per l’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam), una conquista introdotta dall’anno accademico 2024-2025». Ancora, la così detta «filiera», il ponte tra i licei a indirizzo musicale e il conservatorio, «da rivitalizzare».
Cohousing
Titolare a Venezia della cattedra di Musica d’insieme per strumenti a fiato, nella sala dedicata a Ugo Amendola, Staibano traccia i target su cui lavorare nei tre anni a venire. Sarà suo vice il professore di pianoforte jazz, Matteo Alfonso. Piena sintonia con la presidenza di Fabio Moretti. «Ci accoglie un palazzo sublime, tra i docenti non si contano le eccellenze, talenti vengono da tutto il mondo per vivere in questa realtà», esordisce al passaggio di consegne con Gottipavero, «Da musicista, questo ruolo rappresenta un radicale cambio del punto di osservazione e di azione».
Proseguire le interazioni con le istituzioni locali, a cominciare dall’Accademia di Belle Arti, di cui ieri erano presenti a Palazzo Pisani il neo direttore Stefano Marotta, e l’ex, Riccardo Caldura. Le università Iuav e Ca’ Foscari. «Tengo moltissimo», calca Staibano, «a fortificare la filiera dell’educazione musicale. Non è così diretto il passaggio tra i licei a indirizzo musicale e il conservatorio».
Su 500 iscritti circa, quasi il 30 per cento proviene da fuori Europa. Il restante sono italiani per lo più pendolari o fuorisede. «È fondamentale», sottolinea la direttrice, «cercare di rendere più fruibile la vita di questi studenti non solo dal punto di vista musicale, ma anche umano. Sono attratti da Venezia, ma poi si raccapezzano tra camere in affitto a prezzi esosi. L’abitare studentesco è rimasto un buco nero in questa città. Il co-housing è una strada da cui ripartire. La città mira più al business: ci serve il sostegno delle istituzioni perché cambi la visione. Comune, Regione, chi ha strutture da aprire come dormitori, lo faccia».
La ricerca
Un altro punto rilevante sono i dottorati. «La ricerca ha una ramificazione infinita per natura: il fatto di poterla portare dentro a un conservatorio, e renderla tipica è un’impresa non banale, una conquista». A questo proposito, il presidente Moretti esprime il desiderio che i teatri lirici italiani accolgano opere composte ed eseguite da studenti dei conservatori, «una forma anche questa di ricerca e innovazione».
Lo ricorda l’ex direttore Gottipavero, che aggiunge: «Ottenuta la parificazione dell’Afam alle università, bisogna che anche la Regione si ricordi più attivamente della nostra presenza». «Non sono una fautrice a prescindere delle quote rosa. Piuttosto le donne devono poter partecipare allo stesso tipo di incarichi degli uomini», chiude Staibano. «Che io sia una donna, all’esterno, credo possa cambiare più che altro il registro della comunicazione».
Questa pomeriggio 7 settembre, ore 17.30, il conservatorio ospita per i 150 anni il concerto aperto al pubblico “L’eredità didattico-compositiva di Giuseppe Prestini e Gian Francesco Malipiero”.
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