Chioggia, raddoppiati i casi di violenza seguiti dal centro per le donne
Il centro antiviolenza Civico Donna di Chioggia ha seguito 65 donne nel 2025, oltre il doppio rispetto all’anno precedente. Nove violenze su dieci avvengono in ambito familiare, spesso con figli minori coinvolti

Nove violenze su dieci avvengono in ambito familiare. L’amara verità emerge in modo chiaro dai dati diffusi da centro antiviolenza Civico donna di Chioggia sui casi seguiti nel 2025, più che raddoppiati rispetto a quelli dell’anno precedente. Delle 65 donne che si sono rivolte al centro l’anno scorso (25 fino a novembre 2024), il 78 per cento ha subito violenza dal partner o dall’ex partner; il 93,1 per cento ha subito gli episodi in ambito intrafamiliare; in 28 casi ci sono figli minori, un elemento che evidenzia come la violenza non colpisca esclusivamente le donne, ma produca conseguenze anche sui nuclei familiari e sui minori, spesso vittime indirette delle situazioni di maltrattamento.
Il report per l’anno 2025 elaborato dalla cooperativa Relazioni positive – ente gestore del servizio – restituisce una fotografia chiara di un fenomeno che continua a interessare donne di ogni età, condizione sociale e lavorativa. Il 43,6 per cento è sposata o convivente, un terzo è nubile, il 20 per cento è separata legalmente, il 3,6 per cento è divorziata, l’1,8 per cento è vedova. Altro aspetto rilevante riguarda l’autonomia economica. Due donne su tre accolte ha un lavoro, mentre il 32 per cento non percepisce alcuna entrata mensile. Nel dato complessivo, la metà delle donne lavora, mentre una su quattro è priva di reddito.
La disponibilità di un’autonomia economica rappresenta uno dei fattori più importanti per intraprendere un percorso di uscita dalla violenza, poiché consente alle vittime di affrontare con più sicurezza la separazione dall’autore dei maltrattamenti e di costruire un progetto di vita indipendente, soprattutto quando sono presenti figli minori. I dati confermano che nella quasi totalità dei casi (93.1%) l’autore della violenza è un uomo conosciuto dalla vittima. Si tratta di un elemento che rende particolarmente complesso il riconoscimento della violenza e il percorso di denuncia, poiché gli episodi si verificano all’interno di rapporti caratterizzati da fiducia, convivenza o legami affettivi. Le forme di violenza rilevate sono spesso molteplici e coesistono nella stessa situazione.
La violenza psicologica è presente nel 76,9 per cento dei casi (50 donne), quella fisica in 41 casi, la violenza economica nel in 24, lo stalking in 20 casi, il mobbing per 18, e la violenza sessuale nel 12, 3 per cento (8). Resta delicato anche il tema della denuncia. A Chioggia soltanto 19 delle 65 donne accolte hanno sporto querela.
La scelta di denunciare continua a rappresentare un passaggio difficile, spesso ostacolato dal timore di ritorsioni, dall’escalation della violenza o dalla dipendenza economica e affettiva dall’autore dei maltrattamenti. Non è raro che le donne presentino più denunce nel corso del tempo.
Nel 2025 sono stati registrati anche 12 accessi al Pronto soccorso: la prognosi massima è stata di 15 giorni, un dato che evidenzia la gravità delle aggressioni subite e il loro impatto non solo sul piano psicologico, ma anche su quello sanitario.
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