Venezia, corteo antifascista verso San Bortolo: in duemila in strada

Bandiere, striscioni e fumogeni nel corteo organizzato dal Morion dopo gli episodi delle ultime settimane. I manifestanti: «Il nostro antifascismo parte dal lavoro»

Maria Ducoli
La manifestazione a Venezia
La manifestazione a Venezia

Le bandiere colorano il cielo di questo sabato veneziano. Striscioni e cartelli accompagnano il corteo che attraversa Cannaregio, mentre dalle casse risuonano canzoni antifasciste e i fumogeni segnano il percorso. Sono ormai duemila i manifestanti scesi in strada per ribadire che «Venezia è antifascista», nello slogan scelto per la mobilitazione organizzata dal laboratorio occupato Morion e sostenuta da una settantina tra associazioni, comitati e forze politiche del Veneto.

La manifestazione davanti alla stazione di Venezia
La manifestazione davanti alla stazione di Venezia

La manifestazione è partita da fondamenta Santa Lucia ed è diretta verso San Bortolo, il luogo dove lo scorso sabato si è verificata una rissa che ha coinvolto ragazzi e ragazze del Morion e di Alleanza Verdi e Sinistra. Proprio quell'episodio è stato indicato dagli organizzatori come uno dei motivi della mobilitazione.

La protesta arriva dopo una serie di episodi che, nell'arco di poche settimane, hanno alimentato il clima di tensione in città. Prima lo striscione «Remigrazione» comparso al Forte Sant'Andrea, poi l'incursione di una ventina di uomini del gruppo di estrema destra Padova Hunters al bacaro Me Pare, alla ricerca del titolare Micheal Gelfi, rapper noto per la sua militanza nei centri sociali. Infine la rissa di San Bortolo, con il coinvolgimento di una decina di youtuber del degrado guidati da Jolly Time.

Alcuni striscioni dei manifestanti
Alcuni striscioni dei manifestanti

A spingere ulteriormente la partecipazione sono stati, nelle ultime ore, anche i nuovi episodi legati alle scritte contro l'Islam comparse al parco del Piraghetto e lo striscione affisso dal Fronte Veneto Skinheads davanti all'istituto comprensivo Giulio Cesare, scuola caratterizzata da una forte presenza multiculturale.

Dalle associazioni ai partiti: il fronte della mobilitazione

Alla manifestazione hanno aderito realtà molto diverse: dall'Anpi ai Giuristi democratici, dai centri sociali ad Avs, M5S, Pd e Rifondazione comunista, passando per Poveglia per tutti, Mediterranea, Tutta la città insieme ed Emergency.

Anche una parte dell'opposizione in Consiglio comunale ha partecipato attraverso “Venezia Democratica”, percorso che ha messo in relazione forze politiche, associazioni e realtà civiche. Non hanno aderito le liste di Ora! e Terra e Acqua.

I manifestanti davanti alla stazione
I manifestanti davanti alla stazione

«Un passaggio importante perché ha permesso l'incontro delle forze politiche con lo spazio civico, associazioni e cittadini», ha spiegato la capogruppo del Pd Giulia Albanese, auspicando anche la presenza della maggioranza. «Il compito dell'amministrazione è garantire qualità di vita a prescindere dal genere, provenienza e religione», ha aggiunto, sostenendo che a suo giudizio la giunta non lo starebbe facendo.

Il corteo
Il corteo

Sul corteo è intervenuto anche Tommaso Cacciari, esponente dei centri sociali, che ha criticato l'assenza del sindaco Simone Venturini: «Avrebbe dovuto venire», ha detto, sostenendo che il primo cittadino avrebbe avuto l'occasione di prendere posizione contro l'uso di Venezia come teatro di episodi di violenza.

«Il nostro antifascismo parte dal lavoro»

Durante il percorso verso San Bortolo, le rivendicazioni della manifestazione si sono intrecciate con temi sociali, economici e sindacali, oltre che con la situazione politica nazionale e internazionale.

Il corteo
Il corteo

«In un Paese in cui 2 milioni di famiglie sono in povertà assoluta, pensiamo davvero che il problema siano gli immigrati?», si sono chiesti alcuni manifestanti dal corteo.

E ancora: «Dobbiamo iniziare ad alzare la testa dicendo che il nostro antifascismo lotta ogni giorno sul posto di lavoro». Una riflessione che lega la mobilitazione alle condizioni dei lavoratori: «Il nostro antifascismo parte dal fatto che continuiamo a fare il nostro lavoro in ogni condizione, non perché ci vanno bene, ma perché se arretriamo arrivano i fascisti».

Il corteo, scandito dallo slogan «Siamo tutte antifasciste», sta quindi proseguendo attraverso Cannaregio verso San Bortolo, dove i manifestanti intendono chiudere la mobilitazione.

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