Vinyls, ultimatum dei lavoratori

MARGHERA. Ultimatum dei cassintegrati della Vinyls ai commissari straordinari Mauro Pizzigati e Giorgio Simeone. Come annunciato in una lettera pubblicata una settimana fa, i 138 dipendenti della Vinyls in cassa integrazione straordinaria da tre anni hanno deciso ieri, al termine di una concitata assemblea, di abbandonare i presidi di sicurezza degli impianti del cvm/pvc se entro la data di giovedì 30/8/2012 (domani) alle 9 i commissari straordinari - come si legge nel documento approvato al termine dell’assemblea - «non assicureranno il pagamento degli stipendi arretrati, rinnoveranno la cassa integrazione e non faranno cessare immediatamente le azioni vessatorie e intimidatorie nei confronti dei lavoratori».
Se tutto ciò non accadrà, i lavoratori attueranno le seguenti azioni: svuotamento a dei serbatoi, fermata totale della sezione trattamento acque, fermata del circuito pompe da vuoto e del termocombustore, come da manuale operativo.
Al termine delle operazioni appena elencate «il personale del reparto Cv22/23 (cloruro di vinile monomero) si riterrà dispensato dall’obbligo di presenza presso gli impianti di competenza, non garantendo più alcun presidio; altresì i lavoratori si riterranno posti in cassa integrazione a zero ore».
I lavoratori si dicono «vittime di continue azioni vessatorie ed intimidatorie da parte di chi rappresenta la Vinyls (invio di lettere di contestazione per mancati cambi turno o mancata copertura turni), che permette ai consulenti, pagati per gestire l'organizzazione del lavoro, di obbligare i lavoratori, non pagati, ad assumersi un impegno che non è più loro. Chi oggi sta infrangendo la legge è proprio chi non paga i lavoratori per il servizio svolto». «Ci siamo stancati di affrontare incontri che non portano a nessuna soluzione», aggiunge il documento votato dai lavoratori e sottoscritto dalle segreterie territoriali dei chimici di Cisl, Cgil e Uil. «Vogliamo degli atti concreti e che si ricerchi la responsabilità di come stanno andando le cose. Per tutti questi motivi chiediamo un incontro urgente al prefetto di Venezia affinché costringa i commissari straordinari a garantire pieno rispetto degli impegni sulla sicurezza dei lavoratori e degli impianti, il pagamento delle mensilità arretrate così come prevede la legge e il contratto nazionale di lavoro e l'accelerazione delle procedure di assegnazione del bando di vendita degli impianti conclusosi il 29 giugno scorso». (g.fav.)
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