Fallisce l’impresa funebre, dopo quattro anni Veritas chiede alla figlia del defunto altri 640 euro per la cremazione

Disavventura per una donna di Santa Maria di Sala: nel 2022 la famiglia aveva saldato per intero il servizio funebre, cremazione compresa. Ma l'impresa di onoranze funebri nel frattempo è fallita e il titolare è deceduto. Ora Veritas reclama il pagamento della cremazione. La vicenda è stata segnalata all'Adico

Mitia Chiarin
Un funerale. Donna si trova a dover pagare la cremazione del padre quattro anni dopo la morte per il fallimento dell'impresa funebre
Un funerale. Donna si trova a dover pagare la cremazione del padre quattro anni dopo la morte per il fallimento dell'impresa funebre

Un servizio funebre pagato regolarmente, una ricevuta che dovrebbe chiudere ogni questione e, a distanza di quattro anni, una nuova richiesta di pagamento per una prestazione già saldata. È la disavventura, dai contorni paradossali, capitata a R.S., impiegata di Santa Maria di Sala, che oggi si trova a dover fare i conti con una richiesta di circa 640 euro da parte di Veritas per la cremazione del padre, morto nel 2022.

La morte nel 2022

Tutto ha inizio proprio nel 2022, quando la donna e il marito, dopo il lutto familiare, si rivolgono all'agenzia di onoranze funebri Bernardi Claudio, con sede a Santa Maria di Sala. Le pratiche burocratiche vengono espletate senza particolari problemi e la famiglia provvede a saldare integralmente il servizio, compresi gli oneri relativi alla cremazione. La spesa complessiva ammonta a 1.502 euro.

Per quattro anni la vicenda sembra definitivamente archiviata. Poi, nel settembre 2026, arriva l'inaspettata comunicazione: un funzionario di Veritas, incaricato del recupero dei crediti cimiteriali, intima alla famiglia di versare circa 640 euro per la cremazione, che risulterebbe ancora insoluta.

L’impresa funebre fallita

La sorpresa è inevitabile. La famiglia sostiene infatti di aver già pagato l'intero importo all'impresa funebre nel 2022. Nel frattempo, però, lo scenario è cambiato: l'agenzia Bernardi Claudio è fallita e il suo titolare è deceduto. Circostanze che rendono ancora più complicato ricostruire quanto accaduto e individuare eventuali responsabilità.

Dal settore recupero crediti cimiteriali di Veritas, secondo quanto riferito alla famiglia, sarebbe arrivata soltanto una disponibilità a valutare una possibile riduzione della somma richiesta. Il pagamento, tuttavia, resterebbe dovuto.

L’intevento dell’associazione consumatori

A quel punto R.S. e il marito decidono di rivolgersi all'Adico, l'associazione a tutela dei consumatori, per contestare la richiesta e ottenere chiarimenti.

«Come ci è stato riferito dai diretti interessati», spiega Carlo Garofolini, presidente dell'Adico, «la prestazione è stata integralmente pagata nel 2022 e nei quattro anni successivi non è giunta da Veritas alcuna comunicazione o sollecito di pagamento».

L'associazione contesta inoltre che eventuali irregolarità nei rapporti tra l'impresa funebre e la società municipalizzata possano ricadere automaticamente sulla famiglia del defunto.

«Riteniamo che inadempimenti, ammanchi o condotte illecite addebitabili all'agenzia funebre poi fallita appartengano al rapporto commerciale e convenzionale fra Veritas stessa e l'impresa fallita», sottolinea Garofolini.

L'Adico è ora in attesa di una risposta ufficiale da parte di Veritas, che, al momento, non sarebbe ancora pervenuta.

Resta così aperta una vicenda che lascia la famiglia alle prese con un interrogativo difficile da accettare: perché pagare una seconda volta per un servizio che, secondo quanto documentato e riferito dai diretti interessati, era già stato interamente saldato?

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