Vinyls, la speranza si chiama Dal Sasso: l’Oleificio e Syndial-Eni firmano il rogito

La società proprietaria dell'oleificio trevigiano ha acquisito le aree dell’ex Clorosoda ed ex Tdi. Possibile ricollocazione dei cassintegrati ma serve l'intervento del ministero

MARGHERA. Con la dichiarazione del fallimento, per i 130 dipenednti rimasti in forza alla Vinyls ci sono ancora pochi mesi a disposizione di cassa integrazione. Dopo di che scatterà la messa in “mobilità”, ovvero il licenziamento. Ma ieri è stata ufficializzata anche una notizia che apre più di qualche possibilità di evitare i licenziamenti. Il 4 luglio scorsola società Medio Piave Marghera ( controllata dall’Oleificio Medio Piave), ha sottoscritto con Syndial (Eni) il rogito per la cessione di ben 38 ettari di aree (dove sorgevano gli impianti del Clorosoda e del Tdi, confinanti con quelli di Vinyls che però non interessavano all’Oleificio e sono rimasti inveduti) nei quali intende costruire una nuova raffineria di oli vegetali con un investimento di circa 100 milioni di euro.

La famiglia Dal Sasso, proprietaria dell’Oleificio trevigiano, ha firmato nell’agosto dell’anno scorso un accordo con i sindacati dei chimici e la Rsu in cui si impegnava ad assumere tutti i lavoratori rimasti alla Vinyls, non appena chiusa (come è accaduto) l’acquisizione dei terreni di Syndial e in presenza della possibilità (che solo il ministero del Lavoro può dare) di metterli ancora in cassa integrazione in attesa di costruire la nuova raffineria e poterli quindi impiegare. I titolari dell’Oleificio, però, non hanno voluto rilasciare neanche ieri nessuna dichiarazione in proposito.

Syndial, la società dell’Eni, ha invece diramato una nota stampa in cu ispiega: «il 4 luglio a Milano è stata conclusa, con la firma del rogito, l’operazione di cessione delle aree Syndial ex Clorosoda ed ex Tdi alla società Medio Piave Marghera, per una superficie pari a circa 38 ettari, Si conclude cosi un iter iniziato quasi due anni fa, che prevede la riconversione di parte delle aree Syndial per l’avvio di una nuova attività. Nnello spirito di quanto previsto anche dall’accordo firmato dal ministero dell’Ambiente e dalle istituzioni locali nell’aprile 2012. «Le aree sono state cedute a Medio Piave Marghera che eseguirà le attività di demolizione degli esistenti impianti, la cui bonifica è in corso di completamento da parte di Syndial, e di bonifica ambientale» conclude la nota di Eni «L’atto di vendita include una clausola che prevede l’impegno di Medio Piave Marghera ad assumere a tempo indeterminato i lavoratori Vinyls con gradualità in base alle necessità, come stabilito dall’accordo sottoscritto il 2 agosto 2012. Infine, si è definito e condiviso l’utilizzo delle aree cedute anche dal punto di vista economico-finanziario, purché nel rispetto dello scopo industriale alla base del progetto previsto dalla società acquirente».

«La notizia è sicuramente positiva» ha subito commentato l’assessore regionale Renato Chisso «Speriamo sia la volta buona anche perché siamo molto attenti alla vicenda occupazionale che per noi è fondamentale per il rilancio industriale di Porto Marghera».

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