La Uil dona 500 euro alle famiglie dei braccianti morti a Chioggia: gli hater prendono di mira il sindacato sui social
Diversi hater si sono scagliati contro la Uil Veneto: «Siete scandalosi»; «La rovina dell'Italia siete! Fate ribrezzo!» sono solo alcuni dei commenti che si leggono sotto al post di una pagina di un quotidiano locale

Non c’è pace per i tre braccianti morti a Ca’ Lino a Chioggia e per i loro parenti. I tre giovani - Gari Abdelghani, 32 anni, Saifi Larbi, 35 anni e Mazi Yassin, 28 anni, tutti di cittadinanza marocchina - hanno perso la vita mentre si trovavano a bordo di un furgone. Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri: nel mirino dei carabinieri ci sono i contratti di lavoro e le condizioni del furgone.
In seguito alla tragedia la Uil Veneto ha deciso di donare 500 euro in solidarietà per le loro famiglie. I soldi servivano per il rimpatrio delle salme. L’iniziativa è stata riportata da una pagina social di un quotidiano locale. La notizia, però, ha scatenato la scomposta reazione degli hater, che hanno attaccato con veemenza l’azione e le vittime stesse.
«Siete scandalosi»; «Continuè pure a pagare la tessera voialtri»; «La rovina dell'Italia siete! Fate ribrezzo!»; «Chissà che intrallazzi ci sono sotto»; «Fate schifo»; «Uil, vergognatevi». Sono solo alcuni dei commenti comparsi sotto il post.
Sotto al post c’è anche chi risponde agli hater «Fate vomitare!!! Sapete a quanto e dove lavorano per una paga priva di dignità. Apparite dal nulla solo dopo una tragedia, per scomparire il giorno dopo, vergognatevi!».
Il commento del segretario generale della Uil Veneto
Tramite un comunicato la Uil ha preso posizione sull’accaduto. Piccata la risposta di Roberto Toigo, segretario generale Uil Veneto: «Proviamo profonda tristezza per queste espressioni. L'odio social è uno dei mali della nostra epoca, ma quando lo incrociamo facciamo fatica a soprassedere. È questo il vero specchio della nostra società? Queste tre persone facevano un lavoro che noi italiani non vogliamo più fare. Il radicchio e le carote che troviamo nei supermercati e poi sulle nostre tavole venivano raccolti da loro».
E ancora: «Ci riempiamo la bocca di analisi sulla denatalità, sull'inclusione e sull'integrazione, sul bisogno di manodopera, e poi leggiamo questo livore, queste parole da chi probabilmente non sa neanche cos'è la Uil Veneto, cosa fa per i lavoratori, non ha idea di tutte le altre occasioni in cui abbiamo aiutato persone in difficoltà. Ci spiace per queste persone, ci fanno pena. Noi siamo orgogliosi di far parte di un sindacato che ha l'umanità come elemento fondante». Toigo si era già espresso nei giorni scorsi sull’incidente: «Inaccettabile morire per andare al lavoro».
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