Vertenza Actv, è ancora muro contro muro «I servizi sono carenti, servono assunzioni»

I sindacati di Actv parlano ad una voce, compatti, per chiedere a Avm «di dimostrare reale disponibilità alla discussione, smettendo di restare ferma sulla disdetta dell’integrativo e il blocco del turnover, aprendo al confronto con i lavoratori, o saremo costretti ad aumentare le azioni di protesta, con un nuovo sciopero e altre manifestazioni», commenta Walter Novembrini, di Filt Cgil, «perché sia chiaro e lo diciamo ai cittadini: i disservizi quotidiani dei quali si lamentano non sono dovuti alla vertenza, ma alle scelte aziendali di non coprire il turnover, di mettere la Linea 1 ogni mezz’ora dopo le 19.30, di non far portare la Linea 2 al Lido, di ridurre le corse delle linee 14. I lavoratori applicano gli ordini di servizio dell’azienda, che pure ricorre ai sospesi riposi».
Lunedì è in programma l’ennesima “procedura di raffreddamento” di questa lunga vertenza, iniziata con la disdetta dell’integrativo da parte di Avm durante il primo lockdown. Nei giorni scorsi le assemblee dei lavoratori (con ridotta partecipazione) hanno respinto la proposta dell’azienda: copertura del turnover dal 2022, solo per chi va in pensione dall’anno prossimo; subaffidamenti legati al fabbisogno.
«Nella navigazione mancano 50-70 persone rispetto all’organico», calcola Eugenio Tiozzo, sindacalista Fit Cisl, che parla a nome della Rsu Actv, «più tutti gli stagionali degli anni scorsi, che ora entrano in servizio solo nel weekend. Non è vero che i lavoratori non fanno proposte: all’incontro del 12 chiederemo che ogni accordo sia temporaneo, lo sblocco del turnover per dare fiato ai servizi e riportarli come minimo a quelli del 2020. Auspichiamo il congelamento della sospensione dell’integrativo e, dal 1 agosto, l’assunzione di stagionali tutti i giorni. E un clima di discussione favorevole, perché Venezia abbia un servizio degno e i lavoratori sicurezza».
«Nell’automobilistico mancano almeno 50 autisti», aggiunge Francesco Sambo, di Uil Trasporti, «lunedì dovremo ripartire: il tempo è poco e bisogna dare risposta ai lavoratori, alla città. Serve per prima cosa cooperazione dell’azienda nell’affrontare il problema dell’organico o non si va da nessuna parte». «Non è colpa dei lavoratori se i servizi sono carenti», incalza Igor Cuzzolin di Ugl Trasporti, «se non ci sono bus e vaporetti è perché non sono stati previsti dall’azienda. I lavoratori non hanno colpa e i cittadini non devono prendersela con loro. Se continua questa presa di forza sul blocco del turnover la situazione non cambia».
«Chiedo che l’amministrazione dica ai cittadini cosa vuole fare del trasporto pubblico», conclude Alberto Cancian, di Usb, «la proposta arrivata è irricevibile. Non si recupera la pandemia sulla busta paga dei lavoratori o tagliando servizi ai cittadini. Avm deve fare servizi, non profitti. I lavoratori non sono sabotatori con la malattia tattica come vorrebbe far credere qualcuno: è falso».
Molto dura la replica – a una voce – del direttore generale di Avm Giovanni Seno e dell’assessore alle Partecipate, Michele Zuin: «Da mesi è in corso, sulle spalle dei lavoratori, una scientifica manipolazione della verità. Le organizzazioni sindacali dimenticano che per 4 mesi hanno deciso di non sedersi al tavolo della trattativa, che l’accordo provvisorio in discussione è frutto di estenuanti mediazioni con le Rsu, che l’incapacità a relazionarsi è di chi rimane fermo da mesi sempre sulla stessa pregiudiziale (ritiro della disdetta) e non dell’Azienda che ha fatto parecchi passi avanti rispetto alle ipotesi iniziali».
«Viene da chiedersi», concludono Seno e Zuin, «se sia ancora un confronto sindacale su un oggettivo problema aziendale, oppure si sia trasformato in una battaglia politica di principio. E se chi la sta conducendo, esortando i dipendenti alla "non collaborazione" e a "zero straordinari" (intaccando realmente il reddito di parecchie famiglie), si renda conto che lo sta facendo in danno di lavoratori e cittadini». —
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