Venezia, il Barcavelox centra l’obiettivo: moto ondoso rallentato

Oltre 450 contravvenzioni in un mese, le prime spedite in queste ore. Il comandante dei vigili: «Sanzioni a chi copre la targa»

Marta Artico
Il comandante della polizia locale di Venezia Marco Agostini
Il comandante della polizia locale di Venezia Marco Agostini

A un mese dall’entrata in vigore, il Barcavelox ha centrato l’obiettivo, ossia quello di costringere i mezzi acquei (barche barchini motoscafi) a rallentare, riducendo così il moto ondoso. E i veneziani se ne sono accorti, perché camminando lungo le rive, non devono più stare attenti all’acqua che arriva fino alle scarpe quando passa un motoscafo, o agli schizzi che bagnano i vestiti.

La media delle contravvenzioni è di 10-12-massimo 14 al giorno, quindi un numero che oscilla tra le 350 e le 400 contravvenzioni in un mese. Una cifra bassa, soprattutto se si tiene conto – come spiega il comandante generale della Polizia locale, Marco Agostini – che vengono controllate 12 tratte ogni giorno: sei sono fisse (e sono quelle dove piovono maggiori sanzioni, attivate in un primo tempo in via sperimentale), sei cambiano quotidianamente. Un lavoro imponente che richiede il dispendio di molte energie, visto che bisogna tenere conto della corrente e sentire sempre il Centro maree: «Stiamo facendo un lavoro serio e preciso, per togliere ogni alibi» precisa. Inoltre le targhe devono essere inserite a mano, finché non sarà attiva la convenzione con Regione e Capitaneria di porto, che renderà la materia più semplice.

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Le prime contravvenzioni a chi ha sforato il limite orario, sono in arrivo nelle prossime ore. «L’effetto prevenzione e deterrente, che è quello che cercavamo, c’è e si vede. Abbiamo detto che non vogliamo fare cassa e che non era questo l’obiettivo». Barche e barchini, dunque, hanno rallentato la marcia, anche se c’è chi sgarra. «I ragazzini, di notte, sfrecciano nascondendo la targa». Ora il dispositivo sarà tarato, sulla scorta di come si modifica la geografia delle infrazioni, vedi alla voce «i “furbetti” che si nascondono dietro il canale della Giudecca» e verranno “coperte” le zone grigie e quelle dove ancora si corre.

La Polizia locale sta dialogando anche con l’Autorità della laguna. Ma il bilancio del primo mesiversario del Barcavelox è positivo. Ogni singola contravvenzione – ricordiamo – viene verificata e validata da un agente, secondo quanto previsto dalla normativa, prima dell’emissione dell’eventuale verbale. Il sistema è simile a quello utilizzato dal tutor in ambito autostradale: 74 le tratte in cui è in vigore, attivate a rotazione. I limiti di velocità sono di cinque chilometri orari nei canali interni, dal Rio di Cannaregio a quello di Noale, Rio Novo e Santa Giustina, 7 km/h nel Canal Grande e Bacino di San Marco, 11 nel canale della Giudecca e alle Fondamente Nove.

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