Venezia, sfrattata ottiene un mese in più di alloggio: vittoria degli attivisti
Nel corso della negoziazione tra l’inquilina, i ragazzi del movimento, l’ufficiale giudiziario, i proprietari dell’immobile e l’avvocato, è sopraggiunto anche il consigliere di opposizione Marco Gasparinetti

Resistere, a Venezia, significa tenersi stretta la casa.
Dal 7 giugno scorso, l’ultima residente dell’edificio di Calle dei Guardiani era riuscita a strappare un altro mese.
Alla quarta data, dopo gli accessi di aprile, maggio e giugno, oggi se ne aggiunge una quinta. Silvia (nome di fantasia) potrà restare nell’appartamento fino al 31 luglio, fruire di un alloggio di tre settimane in un bed & breakfast a cura e spese del proprietario dell’immobile e ricevere un indennizzo in denaro. Ora non le resta che valutare.
Un’evoluzione che apre un piccolo squarcio di speranza, ottenuto grazie al supporto di circa 20 ragazzi dell’Assemblea Sociale per la Casa che, dalle 8 di del 5 luglio, sono intervenuti sotto l’edificio attuando un cordone di resistenza pacifica fino all’arrivo dell’ufficiale giudiziario.
"Basta sfratti, case per tutti” recita lo striscione che hanno appeso di fronte alla porta d’accesso del condominio: un messaggio che, almeno per ora, ha prodotto i suoi frutti.
«Il risultato di oggi è la riprova che la mobilitazione e la presenza della società civile può arginare anche casi singoli esemplificativi di una tendenza che stiamo vivendo a Venezia», commentano con soddisfazione i ragazzi di Asc.
Intorno alle 13, dopo un confronto durato più di due ore, si è giunti alla mediazione.
Nel corso della negoziazione tra l’inquilina, i ragazzi del movimento, l’ufficiale giudiziario, i proprietari dell’immobile e l’avvocato, è sopraggiunto anche il consigliere di opposizione Marco Gasparinetti per facilitare la trattativa.
«Calle dei Guardiani è solo l’ennesimo esempio di un totale riassetto cittadino a favore dell’economia turistica», sottolinea Marta Sottoriva di Asc.
Sulla stessa linea anche Martina Vergnano che evidenzia «la totale mancanza di volontà di adottare misure reali e concrete per tutelare la residenzialità».
Il caso di Calle dei Guardiani è solo uno dei tanti episodi di conversione turistica dei palazzi veneziani: un fenomeno che, tristemente, sta diventando sempre più frequente.
Realizzato all’inizio del Novecento, l’edificio è rimasto di proprietà pubblica fino al 1969, anno in cui il Comune lo ha ceduto all’Università Ca’ Foscari.
Messo all’asta nel 2016, è passato prima nelle mani della società immobiliare Bpt Invest srl che prorogò i contratti agli inquilini per altri 4 anni, poi, nel 2019 viene ceduto alla Immobiliare Delta spa per 4 milioni di euro.
Da lì la richiesta delle autorizzazioni al Comune per mutarne la destinazione: 18 appartamenti da ristrutturare in 32 minialloggi di 40 metri quadrati.
«Le attuali politiche abitative non riescono ad arrestare lo spopolamento di Venezia», lamenta l’attivista Tommaso Cacciari, «vivere in centro storico deve essere diritto per tutti. Non lo facciamo passare come un vezzo. È una forma di resistenza».
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








