Venezia scopre il fascino del denaro falso, e lo mette in mostra

A Palazzo Ducale un’esposizione a cura della Guardia di Finanza fa scoprire che l’arte del falso era praticata anche nell’antichità. Si possono ammirare pezzi rarissimi e preziosi

VENEZIA. Già i greci e i romani falsificavano il denaro. Un’”arte” antica che si è evoluta nel tempo fino a falsificare, ai giorni nostri, il “denaro” elettronico.

Fino all’8 luglio, a Palazzo Ducale si tiene la mostra “Il Vero e il Falso”, promossa dal Comando Generale della Guardia di Finanza e dal Museo Storico del Corpo, con la collaborazione del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria. La manifestazione itinerante, inaugurata nel novembre 2008 a Roma presso il Museo storico della Guardia di Finanza, è già stata ospitata a Firenze, Vicenza, Perugia, Catania, Caserta, Padova, Bari e Reggio Calabria.

La mostra, strutturata per aree tematiche, ha lo scopo di ripercorrere la storia del falso monetale a partire dall’epoca greco-romana fino a giungere all’età contemporanea. I più rappresentativi casi di falso possono essere ammirati attraverso il raffronto dell’esemplare originale con il suo corrispondente contraffatto.

In esposizione monete e documenti veneziani databili tra il XIII e il XIX secolo, nonché atti relativi a sentenze concernenti il falso dell’epoca. Nella Sala del Piovego sono esposte banconote e monete in apposite teche; sul Loggiato Foscari (lato campanile di San Marco) manichini in uniformi storiche unitamente ad altro materiale fornito dal Museo Storico del Corpo.

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