A Venezia è record di maree sopra quota 100 cm: «Livelli mai così alti da inizio dell’anno»

Per Alvise Papa (Centro Maree) è il frutto di un trend costante: «Non è il risultato di eventi meteo particolarmente forti»

Eugenio Pendolini
Le paratorie del Mose alzate contro l'acqua alta
Le paratorie del Mose alzate contro l'acqua alta

Dall’inizio dell’anno fino ad oggi, i livelli di marea registrati alla piattaforma al largo del Lido sono rimasti per più di 40 ore sopra i cento centimetri: non era mai successo negli ultimi vent’anni, nello stesso periodo dell’anno, per così tanto tempo. Tanto basta per far parlare di un record che, se da un lato non è coinciso con il costante allagamento della città grazie all’intervento del Mose (sollevato quindici volte in appena nove giorni), dall’altro non può che preoccupare perché sintomatico di un trend in costante crescita: quello cioè dell’innalzamento medio del livello dell’acqua.

La spiegazione, del resto, la fornisce in maniera lineare Alvise Papa, responsabile del Centro Maree del Comune di Venezia: «Siamo di fronte ad un record, sì, che non è però frutto di particolari condizioni meteorologiche, quanto piuttosto di modeste perturbazioni che tuttavia agiscono su un livello medio più alto rispetto a quello che si registrava vent’anni fa. Questo ci fa dire che la statistica delle maree medioalte è destinata a crescere nonostante la presenza del Mose».

E non è solo una questione statistica: l’innalzamento del livello medio porta con sé la necessità di chiudere sempre più di frequente le paratoie alle bocche di porto così come, al tempo stesso, pesanti ricadute sulla conservazione degli edifici cittadini. Conseguenze che, in prospettiva, sono destinate a farsi sempre più preoccupanti. Eccoli allora i dati registrati dal Centro Maree.

Come detto, tra nel mese di gennaio e fino al sei febbraio (compreso), 41 sono state le ore in cui i livelli di marea sono rimasti sopra i 100 cm (12,9 ore a gennaio, 28 a febbraio). Nello stesso periodo temporale di un anno fa, le ore totali erano state poco più di 4. Pari cioè a un decimo del tempo. Quasi tredici ore invece l’anno precedente, sedici invece nel 2023. Per tornare a livelli simili a quelli di quest’anno, occorre andare alla stagione di maree eccezionali del 2014 (29,5 ore) e del 2015 (34,5 ore).

Un altro dato significativo è quello secondo cui il livello medio del mese di gennaio del 2025 è stato di 36 centimetri mentre quello del 2026 è stato di 43 centimetri (+ 7 cm). I numeri schizzano in alto se si fa lo stesso confronto nel mese di febbraio: 24 cm di media nel 2025, 68 nei primi sei giorni di febbraio 2026. In quest’ultimo caso, però, è chiaro che il dato è decisamente parziale: bisogna infatti considerare gli eventi eccezionali che si sono succeduti in questi primi sei giorni del mese.

Ciò non toglie che, anche solo guardando al mese di gennaio, la differenza è lampante. Certo, vista anche la concomitanza di fattori atmosferici come precipitazioni e vento con il picco di marea astronomica, ogni anno fa storia a sé e servirà del tempo per analizzare la mole di dati e trarre delle conclusioni definitive. Ma gli indizi sono univoci e puntano nella stessa direzione per cui, in pratica, bastano anche «perturbazioni modeste» per innalzare sempre più il livello medio dell’acqua.

Nel frattempo, la città è ancora alle prese con il filotto di maree che sta caratterizzando la città di Venezia dallo scorso 28 gennaio. Quindici sono stati i sollevamenti, finora, del Mose che in alcuni casi ha bloccato eventi eccezionali. Vale ad esempio il caso della serata del 4 febbraio, quando la marea alla piattaforma Cnr ha registrato il raggiungimento di 137 centimetri registrati (141 quelli invece registrati alla diga di Chioggia).

Considerando che il sollevamento delle dighe costa intorno ai 200-250 mila euro (cifra che si alza se il funzionamento resta attivo per più ore), si può dire che da fine gennaio ai primi giorni di Carnevale l’azionamento del Mose è costato quasi quattro milioni di euro ed ha messo al sicuro la città da ingenti disagi e danni. 

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