Linea dura sulla scuola Diedo, Brugnaro attacca la scelta delle suore: «Ipotesi esproprio»

L’ordine religioso ha chiesto la restituzione dell’edificio. Il Comune: «Non ce ne andiamo e no a speculazioni»

Maria Ducoli
Una mamma all’ingresso della scuola primaria Diedo foto interpress
Una mamma all’ingresso della scuola primaria Diedo foto interpress

La scuola Diedo non si sposta, costi quel che costi. Linea dura del sindaco Luigi Brugnaro all’indomani dell’ultimatum della società che sta gestendo la vendita dello stabile in fondamenta Grimani per conto delle suore della Riparazione. «Il Comune di Venezia non consentirà che un immobile destinato a funzione educativa pubblica venga trasformato in oggetto di speculazione immobiliare», rassicura il sindaco.

Brugnaro: «Non ridaremo l’immobile»

«Gli uffici comunali hanno avviato tutte le procedure amministrative per procedere con il rinnovo della locazione, ma la proprietà in questi giorni ha comunicato l’indisponibilità a sottoscrivere un nuovo contratto di affitto, chiedendo persino la restituzione dell’immobile», ricorda «Il Comune, invece, è pronto a sottoscrivere un nuovo contratto. Confido che la vicenda possa così trovare rapidamente una soluzione di buon senso. In caso contrario, non siamo disposti a riconsegnare l’immobile».

Il sindaco punta il dito contro l’ordine religioso: «Spero che la decisione di non affittare più non sia stata avallata dalle suore», aggiunge, «il cui mandato dovrebbe essere, invece, coerente con finalità educative e sociali, non speculative».

L’ipotesi esproprio

L’amministrazione comunale, ieri, ha informato della situazione il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Marco Bussetti, confermando che la scuola resterà a disposizione per l’avvio del prossimo anno scolastico. Intanto, gli uffici del Patrimonio hanno avviato l’istruttoria per la stima del bene, finalizzata all’eventuale esproprio per pubblica utilità.

Riunione di fuoco tra assessori

La messa in vendita dello stabile che ospita la scuola primaria Diedo, in fondamenta Grimani a Cannaregio, ha dato uno scossone a Ca’ Farsetti. Lo scorso giovedì, poco prima che il Comune inviasse la pec con cui ha concretizzato il proprio interesse a un possibile acquisto del palazzo, parte della Giunta si è riunita in quella che sembrerebbe essere stata una riunione di fuoco.

A prendere in mano le redini, l’assessore alla coesione sociale Simone Venturini, in corsa come candidato sindaco per il centrodestra, al momento ancora in maniera ufficiosa visto che si aspetta l’ufficializzazione da Roma.

A meno di quattro mesi dalle elezioni, la giunta fucsia non può permettersi di perdere una scuola primaria a Cannaregio, in una posizione strategica e in un sestiere ancora pieno di famiglie, così sembrerebbe che l’assessore si sia fatto sentire prendendosela con chi in questi mesi ha temporeggiato. «Venturini è intervenuto energicamente, si è attivato per salvare la scuola. Non ci sono alternative», racconta un esponente del centrodestra.

L’opposizione

Anche l’opposizione non ha tardato a farsi sentire. Il capogruppo dei dem, Giuseppe Saccà, punta il dito contro le assessore Mar e Besio, «una troppo impegnata a farsi eleggere in Consiglio regionale e dimentica dei suoi obblighi, l’altra dire che sia “distratta” è eufemistico», attacca. Giovanni Andrea Martini (Tutta la città insieme) annuncia un accesso agli atti e di portare il caso in Consiglio comunale, il prossimo giovedì.

Borghi: «Scuola da comprare»

Non fa sconti a nessuno nemmeno il presidente della Municipalità di Venezia, Murano e Burano, Marco Borghi: «Le risorse ci sono, il Comune le usi per comprare la scuola. La Diedo non è solo un luogo simbolico, ma anche strategico, soprattutto in questo momento in cui si riflette sul futuro della città. Questa giunta non ha investito abbastanza nel centro storico». 

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