A Venezia il bando per aprire nuove attività nei negozi chiusi e negli immobili abbandonati

La delibera riguarda tutto il territorio comunale, città storica compresa. Giovani, imprese e cittadini potranno proporre progetti innovativi per recuperare spazi inutilizzati. Bando online da novembre, escluse le attività ricettive

Negozi chiusi e immobili abbandonati, Venezia apre alle nuove attività
Negozi chiusi e immobili abbandonati, Venezia apre alle nuove attività

Negozi chiusi e immobili abbandonati potranno tornare a vivere, anche con attività non previste dal piano regolatore, senza dover attendere una variante urbanistica.

È l’obiettivo della delibera presentata questa mattina al Municipio di Mestre dall’assessore Simone Venturini, con cui la Giunta comunale di Venezia punta a incentivare il recupero temporaneo degli spazi inutilizzati in tutto il territorio comunale, città storica compresa.

Il meccanismo consentirà a giovani, imprese e cittadini con un progetto innovativo di utilizzare gli immobili per un periodo iniziale di tre anni, prorogabile per altri due, anche quando l'attività proposta non coincide con la destinazione prevista dagli strumenti urbanistici.

L'obiettivo è permettere di sperimentare nuove attività senza affrontare fin dall'inizio i costi e i tempi necessari per ottenere un cambio di destinazione d'uso. Se l'esperimento funzionerà, sarà poi possibile avviare il percorso per rendere strutturale l'attività.

La delibera-quadro dovrà passare nelle prossime settimane all'esame del Consiglio comunale. L'amministrazione punta quindi ad aprire già da novembre un bando online senza scadenza, al quale potranno essere presentati i progetti.

Tra i requisiti richiesti ci saranno innovatività, creatività e contemporaneità. La valutazione finale spetterà alla Giunta, sulla base di una griglia che terrà conto anche dei benefici per la comunità e della capacità dell'iniziativa di contrastare degrado, abbandono e periferizzazione, oltre che di creare nuove opportunità di lavoro e servizi di prossimità.

Ci sarà però un limite preciso: gli immobili recuperati non potranno essere utilizzati per avviare attività ricettive di alcun tipo.

«È una delibera che proietta Mestre su una dimensione europea, un po' come Monaco, Berlino e Amburgo – ha spiegato Venturini –. Togliamo lacci e lacciuoli: chi ha una bella idea può fare domanda su un portale online e inviare il progetto agli uffici competenti».

La Giunta potrà quindi concedere fino a cinque anni per sperimentare l'attività senza cambio d'uso. «Poi – ha concluso Venturini – potrà diventare strutturale se il progetto dovesse partire».

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