Venezia, maxi-riqualificazione per il Circus di Chirignago: il Comune punta a 150 alloggi

L’obiettivo è acquisire circa 150 alloggi da Ater e recuperare almeno 800 case popolari nel corso dell’anno, mentre proseguono i piani per sostenere l’emergenza abitativa

Mitia Chiarin
Circus
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«Al Circus di Chirignago vogliamo riabilitare tutta l’area, pensiamo ad una ristrutturazione totale». Lo ha detto Nicola Simion, dirigente del settore Casa del Comune, in audizione con le commissioni consiliari sulle linee di mandato dell’amministrazione Venturini.

Il grande complesso di case Erp, finito al centro delle cronache nei mesi scorsi per episodi violenti,legati ad una serie di occupazioni (in tutto se ne contano più di una decina) è tra le priorità d’intervento dell’amministrazione comunale. Case popolari, composte da famiglie con redditi medio bassi, e una situazione sociale che rischia spesso di diventare esplosiva.

«Siamo arrivati al punto, e questo ve lo do come notizia tecnica, che le famiglie oggi in stato di emergenza abitativa non vogliono andare al Circus. Si rifiutano di trasferirsi», ammette il dirigente.

Situazione complessa e complicata da portare avanti con un confronto con Ater. Obiettivo, acquisire la totalità dei circa 150 alloggi del complesso. Opportunità concessa dalla nuova legge regionale sulle Ater, attualmente in discussione a Palazzo Ferro Fini e che prevede il trasferimento di beni da parte di Ater al Comune di Venezia. Nella partita, si è capito ieri, è inserito anche il Circus di Chirignago.

L’altro grande complesso malandato della città, la Nave di Altobello, attende invece le scelte dell’Ater presieduto da Munari.

Nelle linee di mandato del sindaco vi è la tutela del diritto alla casa, con una strategia integrata che preveda il recupero di alloggi e la loro assegnazione del patrimonio residenziale pubblico. Lo scorso anno il Comune ha assegnato circa mille alloggi.

Quest’anno, con i vari Piani casa, si intende lavorare per il recupero di almeno 800 alloggi, dicono i tecnici. Oltre al Piano Casa comunale, già attivato con una durata di tre anni, si punta ai fondi ministeriali e al Piano casa nazionale (che punta su riatto, vendite e progetti di partenariato) e su quello regionale.

L’idea, messa nero su bianco, è di «ridurre progressivamente il patrimonio abitativo pubblico inutilizzato fino al minimo fisiologico , promuovendo una gestione coordinata delle politiche per la casa con Ater», si legge nelle linee di mandato. E poi, sostenere una «residenzialità stabile delle giovani famiglie e dei nuclei mediante strumenti di social housing, locazione a canone sostenibile e incentivi alla disponibilità di alloggi per contratti di lunga durata con una offerta abitativa diversificata e un equilibrato mix sociale e generazionale».

Azioni, queste, che sulla carta dovrebbero attirare o trattenere residenti in città: lavoratori, studenti universitari, ricercatori e professionisti con misure di aiuto ai lavoratori non residenti con misure di supporto collaborando anche con Atenei, Esu, mondo delle imprese «per recuperare il patrimonio edilizio diffuso e creare nuovi posti letto a canone calmierato per studenti e lavoratori, contribuendo ad attrarre e trattenere giovani, ricercatori, professionisti e lavoratori qualificati».

Il tema dell’abitare è a Venezia, città ad alta tensione abitativa, decisamente complesso. Uno studio indica che la popolazione che vive in case Erp incide per il 30 per cento dei posti letto in centro storico. Dato più basso in terraferma.

Confermata l’attenzione anche verso nuove vie di finanziamento per l’efficientamento energetico delle case pubbliche in città, come si era iniziato a fare (caso raro in Italia) con il bonus 110 per cento finché erano a disposizione i finanziamenti nazionali.

Per l’autoriatto di alloggi, è in corso il bando per 9 alloggi a Sant’Erasmo e sono già arrivate una ventina di domande.

Altri due bandi usciranno a breve per terraferma e centro storico. In arrivo un nuovo bando per San Pietro in Volta, dove ci sono una decina di alloggi disponibili. Ieri in commissione spazio alle polemiche, visto che il tema casa si intreccia sempre con quello della mancata regolamentazione delle affittanze turistiche.

Su questo, e sull’assenza nel nuovo Documento unico di programmazione dell’ente, ecco l’affondo del Pd con Giuseppe Saccà che ha rinfacciato l’assenza di azione ed ha innescato una polemica con l’assessore al bilancio Michele Zuin. Quest’ultimo ha invano tentato di spiegare che il Dup è un documento in costante aggiornamento. Sugli affitti turistici, dice Zuin, il Comune attende di conoscere come «l’Europa intende intervenire e poi comprenderemo come comportarsi di conseguenza».

 

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