«Ti ammazzo e ti porto via i figli»: finisce in carcere dopo anni di minacce all’ex moglie

La denuncia della donna ai carabinieri di Cavarzere: le condotte contestate sarebbero iniziate nel 2016. Dopo la fine di una precedente misura cautelare, l’uomo avrebbe ripreso a telefonarle e minacciarla. Trasferito nel carcere di Padova

Intervento dei carabinieri a Cavarzere
Intervento dei carabinieri a Cavarzere

Un 40enne è stato arrestato e portato in carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati nei confronti dell’ex moglie. L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Venezia, è stata eseguita nei giorni scorsi dai carabinieri della Stazione di Cavarzere, su delega della Procura della Repubblica di Venezia.

A far partire l’ultima indagine è stata la denuncia presentata dalla donna agli inizi di settembre nella caserma dei carabinieri.

Agli investigatori l’ex moglie avrebbe raccontato gli episodi più recenti, ricostruendo però anche una serie di comportamenti che, secondo l’accusa, andrebbero avanti dal 2016. Per fatti precedenti il 40enne era già stato sottoposto a una misura restrittiva.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, dallo scorso aprile, dopo la cessazione della precedente misura cautelare, l’uomo avrebbe ricominciato a contattare ripetutamente l’ex moglie, con numerose telefonate dal contenuto ritenuto minaccioso e offensivo.

Il 40enne avrebbe anche minacciato di morte la donna, accusandola di averlo tradito e di fare uso di sostanze stupefacenti. Non solo: avrebbe minacciato di portarle via i due figli minori della coppia.

Una situazione che, secondo gli elementi raccolti nel corso dell'indagine, avrebbe provocato nell’ex moglie una condizione reiterata di sofferenza, con conseguenze sia fisiche sia morali.

Sulla base del quadro emerso, l’autorità giudiziaria ha disposto una nuova misura cautelare, questa volta in carcere, ritenendola necessaria per scongiurare il rischio di ulteriori condotte nei confronti della donna.

Dopo le formalità di rito, il 40enne è stato trasferito nella casa circondariale di Padova, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Il procedimento penale è ancora in corso e la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata con sentenza definitiva.

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